Gioco
Assegno di mobilità anche ai precari
Assunti a termine, apprendisti, interinali: ecco come fare. Esclusi i collaboratori
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Non è ancora il welfare ideale: quello che copre tutti. Ma è un bel passo avanti. Alcune categorie di lavoratori che ne erano sprovviste, in caso di licenziamento, potranno avere l'assegno di mobilità. Si tratta dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato, dei lavoratori somministrati e degli apprendisti. E' quanto stabilisce l'accordo firmato la scorsa settimana tra la Regione e i sindacati. L'accordo prevede anche una proroga per quei lavoratori in mobilità a cui è stato spostato in avanti di un anno il traguardo della pensione: quell'anno di mobilità in più lo pagherà la Regione. Sono quattro le categorie di lavoratori interessate.
La prima è quella appena accennata: a Livorno sono un centinaio i lavoratori espulsi dall'industria - soprattutto quella della componentistica auto - e che avrebbero dovuto transitare direttamente dalla mobilità alla pensione: si tratta di ex operai della Trw, della Pierburg, dell'Inalfa. Avranno un anno di mobilità in più e potranno così raggiungere il traguardo della pensione. Ma la principale novità riguarda la tutela dei lavoratori cosidetti precari e degli apprendisti.
Non di tutti i precari però. Restano scoperti i più deboli, quelli non subordinati, come i contrattisti a progetto, ad esempio, i collaboratori, gli associati in partecipazione: per questi lavoratori sono allo studio altre forme di sostegno. Rientrano tra i beneficiari, invece, i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato e i lavoratori somministrati licenziati nel 2011, purchè abbiano maturato un'anzianità lavorativa complessiva di 36 mesi (cioè cumulando anche periodi di lavoro e tipologie di contratto diverso).
Potranno avere quattro mesi di indennità di mobilità (l'assegno è pari all'80 per cento della retribuzione). Quattro mesi di indennità di mobilità pure per gli apprendisti licenziati nel 2011: per loro non è previsto il requisito dell'anzianità lavorativa.
La prima è quella appena accennata: a Livorno sono un centinaio i lavoratori espulsi dall'industria - soprattutto quella della componentistica auto - e che avrebbero dovuto transitare direttamente dalla mobilità alla pensione: si tratta di ex operai della Trw, della Pierburg, dell'Inalfa. Avranno un anno di mobilità in più e potranno così raggiungere il traguardo della pensione. Ma la principale novità riguarda la tutela dei lavoratori cosidetti precari e degli apprendisti.
Non di tutti i precari però. Restano scoperti i più deboli, quelli non subordinati, come i contrattisti a progetto, ad esempio, i collaboratori, gli associati in partecipazione: per questi lavoratori sono allo studio altre forme di sostegno. Rientrano tra i beneficiari, invece, i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato e i lavoratori somministrati licenziati nel 2011, purchè abbiano maturato un'anzianità lavorativa complessiva di 36 mesi (cioè cumulando anche periodi di lavoro e tipologie di contratto diverso).
Potranno avere quattro mesi di indennità di mobilità (l'assegno è pari all'80 per cento della retribuzione). Quattro mesi di indennità di mobilità pure per gli apprendisti licenziati nel 2011: per loro non è previsto il requisito dell'anzianità lavorativa.
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