Il Tirreno

Livorno

Un prof livornese in lizza fra i big del premio Strega

Lorenzo Greco con il suo ultimo libro
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Lorenzo Greco con il suo ultimo libro

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 LIVORNO. Se quest'anno il premio Strega parla un po' livornese è per via di un frate francescano parroco a Torino e di un letterato nato a Mazara del Vallo: l'uno è fra' Giacomo da Poirino, che venne castigato dall'Inquisizione per aver confessato a dato i sacramenti a Cavour in punto di morte; l'altro è il prof. Lorenzo Greco, che sulla base di un "tesoro" trovato in archivio ne ha raccontato la storia in "Il confessore di Cavour", un libro di 162 pagine messo in pista (a 15 euro) da Manni.  In realtà, il prof. Greco è ormai livornese d'adozione perché è arrivato nella nostra città da ragazzino con la famiglia al seguito al padre militare trasferito a Livorno.  Greco, docente universitario nei corsi dell'"ateneo del mare" nato dall'intesa fra l'Accademia navale e l'Università di Pisa, è un intellettuale che si è speso per aiutare Livorno a recuperare fili importanti della propria memoria. A cominciare dalla valorizzazione di uno dei poeti più importanti del Novecento italiano, Giorgio Caproni, che ha fatto della nostra città un luogo-simbolo del proprio mondo lirico.  Lo si deve alla caparbietà del prof. Greco (e del Centro studi Caproni) se quel filo rosso di memoria ha dato a Virzì, nel film "Ovosodo", il coraggio di fare quel che le istituzioni livornesi non fanno: intitolare a Caproni la scuola superiore. Fortuna che in anni lontani il sindaco Nannipieri gli offrì la "Livornina" e poi Cosimi gli ha intitolato la piazzetta davanti alle Magistrali.  Ma non c'è solo Caproni: Greco è alla guida della Fondazione Antonicelli e in giuria tanto di un premio di ragazzi (il "Bolognesi") che di un premio di letterati (il "Castiglioncello").  Era già da giorni che il volume di Greco rimbalzava nel gossip letterario fra i papabili: ieri è arrivata l'ufficializzazione dell'inserimento nella cosiddetta "Selezione Strega" in una serata-evento a Benevento, condotta da Paolo Gambescia e da Margherita Buy sul palco scenico del teatro San Marco.  E' con il libro "Il confessore di Cavour" edito da una piccola casa leccese, la Manni, che Greco lancia la sfida alle grandi star dell'editoria che dominano il premio Strega: lo scorso anno l'ha vinto Antonio Pennacchi con "Canale Mussolini". Editore Mondadori, come altre 16 volte - nove Rizzoli, otto Einaudi, sei Bompiani e via giganteggiando - nella storia del premio promosso nel dopoguerra dagli "Amici della domenica" dal salotto letterario di Goffredo e Maria Bellonci (fra i nquali Pasolini, Guttuso, Moravia e De Filippo).  Un piccolo editore ma due grandi nomi in veste di sponsor letterari, com'è nella tradizione dello Strega: da un lato, Giovanni Russo, una delle grandifirme del giornalismo e, dall'altro, Antonio Tabucchi, autore di libri-cult come "Sostiene Pereira","La testa perduta di Damasceno Monteiro" e "Il tempo invecchia in fretta", lo studioso che ha fatto conoscere in Italia il genio di Pessoa.  In una intervista all'edizione siciliana di Repubblica, Greco segnala anche un'idea che gli ronza in testa per il prossimo libro: la leggenda del barbone-intellettuale che dal '40 al '73 girava per Mazara del Vallo aiutando gli studenti di ingegneria a scrivere le tesi o i ragazzi del liceo a risolvere i problemi di fisica e di matematica. Con un retropensiero: potrebbe essere Ettore Majorana, lo scienziato-genio amico di Fermi che sparì misteriosamente poco prima della guerra. Forse per un complotto di colleghi; forse perché umanamente fragile e in fuga verso l'Argentina; forse perché desideroso di seppellirsi in un convento insieme agli effetti devastanti che aveva intuito negli sviluppi degli studi sull'energia atomica.

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di Redazione web