Italia
«Tutti in piazza per difendere il lavoro»
Valeria Cappelletti
Diritti di giovani e immigrati al dibattito di Sel: il 6 maggio sciopero
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Riflettere sul lavoro, un diritto che dovrebbe essere garantito a ogni cittadino. Sull'argomento, Sinistra Ecologia e Libertà ha organizzato ieri pomeriggio un dibattito alla circoscrizione 2, trattando anche il tema dello sciopero del 6 maggio. Presenti all'incontro: Maurizio Strazzullo (Cgil), Emanuele Cocchella (Anpi), Marco Solimano (Arci), Nircia Shanlatte Moretta (Consulta Stranieri) e Andrea Ghilarducci (Coordinatore Sel). Al centro della discussione, in particolare, l'articolo 1 della Costituzione che stabilisce che «l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro». «Difendere la Costituzione - ha detto Cocchella - significa difendere il lavoro e lo sciopero del 6 maggio intende lanciare un monito contro chi continua ad attaccare questa carta così importante. Ma è anche un modo per dire basta al precariato e agli stipendi mal pagati». La mancanza di lavoro rappresenta un problema che affligge in particolare giovani e immigrati: «Quando viene deciso che si deve licenziare qualcuno - ha commentato Strazzullo - si finisce sempre con lo scegliere il ragazzo, meglio se straniero. Non è giusto, bisogna che tutti siano in grado di mantenere il loro posto di lavoro. Il 6 maggio - ha continuato - è solo la prima tappa di un lungo percorso di riflessione su quanto sta accadendo nel nostro paese. Il lavoro è un problema che riguarda tutti. Abbiamo scelto di scioperare perché se la situazione dell'Italia è così difficile molte responsabilità sono da imputare al governo nazionale». Lo sciopero del 6 maggio, quindi, rappresenta secondo Ghirarducci, un «punto di riferimento importante per quei movimenti che in questi mesi hanno difeso il valore della democrazia e della Costituzione». Nel corso del dibattito Nircia Shanlatte Moretta della Consulta Stranieri ha raccontato le tante difficoltà per chi da straniero giunge in Italia. «Non ci sono differenze di razza quando si parla di diritti e di doveri - ha detto - Ma ho imparato anche che i diritti si possono perdere e per uno straniero è molto più facile perderli». Il tema dell'immigrazione e della coesione sociale sarà uno degli aspetti al centro dello sciopero. «C'è grande preoccupazione - ha chiuso Solimano - per la forte disgregazione sociale che si sta consumando anche sul nostro territorio. Livorno sta diventando una città piena di pregiudizi. Il lavoro è un diritto fondamentale e quando vengono meno i diritti fondamentali si creano forti rischi all'interno della società. Per questo è necessario scendere in piazza per difenderli».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google