Il Tirreno

Livorno

Limoncino, saltato l'accordo

Uno degli abitanti grida contro il blocco di via della Valle Benedetta
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Uno degli abitanti grida contro il blocco di via della Valle Benedetta

Il vicesindaco prova a ricucire ma il blocco della strada va avanti

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 LIVORNO. Limoncino, tutto da rifare. Ieri sera, dopo un'altra giornata di caos, è saltata la trattativa intavolata dalle forze dell'ordine e dai rapppresentanti delle istituzioni tra la società Bellabarba (proprietaria della futura discarica) e il comitato degli abitanti.  Una trattativa che avrebbe previsto una calendarizzazione serrata del passaggio dei mezzi diretti all'ex cava: tre volte a settimana (lunedì, mercoledì e venerdì mattina) fino a quando non si pronuncerà il tribunale di via De Larderel. Il 12 maggio i giudici decideranno se accettare il ricorso d'urgenza presentato dal comitato per bloccare i camion fino al 6 giugno, quando è fissata la prima udienza per stabilire la natura della strada che porta all'impianto: via del Limoncino è privata o di natura privata, a uso pubblico?  Mentre la domanda aspetta una risposta, ai piedi del monte La Poggia va in scena il solito caos. Ieri alle 7, arrivati in via del Limoncino, i lavoratori di Bellabarba sono stati bloccati dagli abitanti e a loro volta hanno piazzato i camion in modo da chiudere l'ingresso alla provinciale. Sul posto polizia, carabinieri, vigili per tamponare una situazione a tratti tesissima, con un paio di risse sfiorate.   Quando il clima si surriscalda i cugini Bellabarba, Federico e Paolo, vengono convocati in Provincia dall'assessore Nicola Nista e dal vicesindaco Cristiano Toncelli. È proprio Toncelli, in versione notaio, a raggiungere nel pomeriggio il presidio per chiudere l'accordo. Che sembra fatto, fino a quando i portavoce degli abitanti non chiedono di visitare la discarica in allestimento.  «È un disastro - tuona Rosaria Scaffidi - il letto della discarica è molto più grande e profondo di quello della cava. E l'acqua è stata deviata, non raggiunge più i nostri pozzi». «Pensate davvero - controbatte Paolo Bellabarba - che con tutti i controlli che ci sono sia possibile fare operazioni non autorizzate?». Alla società arriva la solidarietà della Uil. «Parliamo di lavoro sicuro - interviene Fabio Verdiani - e poi a questi dipendenti, assunti regolarmente, viene impedito di lavorare».  Risultato: alle 19 la trattativa salta (nonostante alla Scaffidi arrivi una chiamata del sindaco) e gli abitanti si preparano a presidiare la strada anche di notte. «A questo punto chiediamo alle forze dell'ordine di intervenire - chiude Bellabarba - noi dobbiamo lavorare». J.G.

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di Redazione web