Lutto
Analisi del terreno a Guasticce
Vertice sulla discarica a Bellavista, rischi ambientali
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Caratterizzazione del terreno, analisi e campionamenti. La paura più grande è che i rifiuti interrati fino a cinque metri nei 10mila metri quadri della tenuta Bellavista Insuese di Guasticce abbiamo inquinamento tutte le falde acquifere, torrenti compresi. L'area dove sorge l'azienda agricola riconducibile ad Alberto Vittarelli è stata sequestrata la scorsa settimana dal Noe, Nucleo operativo ambientale di Grosseto, guidato dal capitano Florindo Rosa. Il patron della tenuta è indagato per smaltimento illecito e sotterramento di rifiuti pericolosi.
Per fare il punto della situazione, il sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci ha convocato per ieri mattina una riunione a cui hanno preso parte rappresentanti della Provincia, dell'Asl e dell'Arpat. L'incontro, che s'è svolto in Comune, aveva lo scopo di approfondire il tema per scongiurare eventuali rischi per l'inquinamento dell'ambiente. «L'impegno dell'amministrazione è massimo per luce sulla vicenda», ha ripetuto più volte il primo cittadino. Già a partire dai prossimi giorni, cominceranno le fasi della caratterizzazione del terreno.
I tecnici dell'Asl e dell'Arpat, insieme agli esperti del Comune, analizzeranno il tipo di rifiuti presenti e verificheranno lo stato di inquinamento delle falde acquifere. All'interno dell'area infatti i carabinieri del Noe hanno trovato ristagni d'acqua, che il terreno non riesce ad assorbire in quanto troppo intriso di rifiuti tra cui anche scorie tossiche derivanti dai materiali di autovetture e traverse ferroviarie. Ma la speranza è che l'inquinamento si sia fermato lì senza coinvolgere le altre falde acquifere.
Alla profondità di circa 4-5 metri i militari hanno intere auto, residui legnosi di traverse ferroviarie bruciate, e ancora ferro, acciaio, vetro, plastica, legno, inerti da demolizione, pneumatici, un calorifero in ghisa, tubi in plastica, reti metalliche, picchetti e chi più ne ha più ne metta. Gli esperti della materia parlano di «rifiuti altamente tossici».
Per fare il punto della situazione, il sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci ha convocato per ieri mattina una riunione a cui hanno preso parte rappresentanti della Provincia, dell'Asl e dell'Arpat. L'incontro, che s'è svolto in Comune, aveva lo scopo di approfondire il tema per scongiurare eventuali rischi per l'inquinamento dell'ambiente. «L'impegno dell'amministrazione è massimo per luce sulla vicenda», ha ripetuto più volte il primo cittadino. Già a partire dai prossimi giorni, cominceranno le fasi della caratterizzazione del terreno.
I tecnici dell'Asl e dell'Arpat, insieme agli esperti del Comune, analizzeranno il tipo di rifiuti presenti e verificheranno lo stato di inquinamento delle falde acquifere. All'interno dell'area infatti i carabinieri del Noe hanno trovato ristagni d'acqua, che il terreno non riesce ad assorbire in quanto troppo intriso di rifiuti tra cui anche scorie tossiche derivanti dai materiali di autovetture e traverse ferroviarie. Ma la speranza è che l'inquinamento si sia fermato lì senza coinvolgere le altre falde acquifere.
Alla profondità di circa 4-5 metri i militari hanno intere auto, residui legnosi di traverse ferroviarie bruciate, e ancora ferro, acciaio, vetro, plastica, legno, inerti da demolizione, pneumatici, un calorifero in ghisa, tubi in plastica, reti metalliche, picchetti e chi più ne ha più ne metta. Gli esperti della materia parlano di «rifiuti altamente tossici».
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