Gioco
Dopo tre giorni di festa Poste chiuse per fare un'assemblea sindacale
Ludovica Monarca
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Le poste di via Cairoli e quelle in piazza Dante chiuse per assemblea e fuori cerano lunghe code 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Proteste e forti malumori ieri mattina negli uffici postali cittadini. Chi si è recato di buon'ora per pagare bollette e spedire raccomandate ha trovato le porte chiuse a causa di un'assemblea sindacale. La posta accumulata è un classico del rientro dalle vacanze, e i numerosi livornesi che si sono trovati in fila ad aspettare per ore non hanno gradito la decisione dei sindacati di convocare una riunione proprio al rientro dal ponte pasquale. Così davanti alle poste di via Cairoli, ma anche di fronte alla nuova sede a lato della stazione, si sono formate code di persone in attesa. Ad avvertirle, un laconico biglietto scritto a mano appeso fuori dalla porta che indica come orario di apertura le 10.30. «E' più di un'ora che aspetto - tuona Giulia Favilla, 40 anni, davanti alla porta sbarrata - per ritirare una semplice raccomandata adesso mi ci vorrà tutta la mattina». Quando finalmente le poste aprono, si scatena una vera e propria corsa alle macchinette per prendere per primi il biglietto numerico e limitare il più possibile l'attesa davanti agli sportelli. Il nervosismo non diminuisce: c'è chi sbuffa, chi si lamenta a voce alta sperando di farsi sentire da tutti, e chi, stremato, decide di rinunciare. «Ci saranno almeno cento persone davanti a me - dice Marco Garbini mostrando il numero del suo biglietto - preferisco tornare domani». Lazzaro Detti, 68 anni, si schiera dalla parte dei sindacati: «Le associazioni sindacali stanno lottando per i diritti dei lavoratori - spiega -. Purtroppo a volte il disagio non si può limitare. Capisco il nervosismo di chi aspetta da ore, ma in un momento storico come questo in cui le imprese, comprese le poste, pensano solo al proprio vantaggio, il diritto di difendersi è sacrosanto». Agli sportelli gli impiegati tentano di lavorare più velocemente per recuperare il tempo perduto, mentre i più anziani cercano delle sedie libere per non dover aspettare in piedi. Luana Ferrini, 77 anni, attende di pagare un bollettino da quasi due ore: «Per fortuna sono riuscita a trovare un posto dove sedermi, capisco le esigenze dei sindacati, ma potevano scegliere un altro giorno o un altro orario. Tutti sanno che al ritorno dalle vacanze le code alle poste aumentano, figuriamoci se viene ritardata l'apertura».
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