Gioco
Il vescovo invita il Papa a Livorno
Mauro Zucchelli
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Mons. Giusti, non ancora vescovo, a tu per tu con papa WojtylaAncora agli inizi l'iter in Vaticano. Incognite sulla data: forse autunno 2012
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LIVORNO. Il vescovo Simone Giusti inviterà papa Benedetto XVI a venire a Livorno in occasione del 30º anniversario della visita di Giovanni Paolo II, che il 19 marzo 1982 celebrò qui fra noi la festa di san Giuseppe patrono dei lavoratori. Ancora non è stata definita una data: forse si andrà all'autunno 2012. Ancora però non ci sono certezze: anche sulla definizione della data restano parecchi interrogativi, dato che gli impegni del pontefice sembrano escludere l'ipotesi più facile, cioè il 19 marzo come tre decenni fa. Comunque sia, il monsignore-architetto già da qualche tempo sta tessendo con la curia vaticana i contatti per riuscire a far infilare la diocesi di Livorno nell'agenda delle visite pastorali di papa Ratzinger, che notoriamente ama viaggiare molto meno del predecessore. La questione è saltata fuori in questi - anche in un videomessaggio in onda su Telegranducato - a cavallo fra la tradizionale mobilitazione delle parrocchie per la Pasqua, da un lato, e il moltiplicarsi di iniziative in vista della beatificazione di papa Wojtyla, dall'altro. Risulta che la cosa abbia avuto una accelerazione dopo la visita che il sindaco Alessandro Cosimi ha fatto al Papa in Vaticano come esponente della delegazione dell'Anci, l'associazione che raggruppa i Comuni. E non tanto per una mossa del Palazzo apostolico quanto perché fra le autorità cittadine ha compiuto qualche passo in avanti la messa a punto di una griglia di impegni nel caso dalla Santa Sede arrivasse il semaforo verde alla visita. Joseph Ratzinger è già stato nella nostra città Era il marzo '96 e, a sorpresa, lui il custode dell'ortodossia in una intervista al Tirreno, disegnando l'identikit del dopo-Wojtyla disse che il prossimo pontefice avrebbe benissimo potuto essere un nero o comunque un extraeuropeo. Pronostico sbagliato, visto che il conclave avrebbe scelto questo cardinale di Baviera, metà teologo e metà prefetto, figlio di un commissario di gendarmeria. Se Ratzinger tornasse nella Livorno che visitò da cardainale non troverebbe più il cinema-teatro che riempì per parlare della figura del prete: la Gran Guardia (con 1500 persone in platea, incluso l'allora governatore Chiti). E' tornato invece a nuova vita l'albergo che lo ospitò (l'hotel Palazzo, che poco tempo più tardi avrebbe chiuso). Gli organizzatori di quella visita ricordano ancora oggi tre flash di quella giornata: 1) la conversazione fra monsignor Savio, ora scomparso, e l'allora cardinal Ratzinger nella hall dell'albergo fino all'una di notte; 2) la voglia del presule che sarebbe diventato Benedetto XVI si passeggeiare di primo mattino sul lungomare; 3) Ratzinger quel giorno di 15 anni fa a Livorno ha bevuto solo aranciata.
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