Gioco
«Altolà a chi oltraggia la persona»
Terreni e Razzauti dopo l'aggressione a Paola Concia e alla sua compagna
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LIVORNO. «La pace si costruisce a partire dal pieno rispetto della persona». E' a partire da qui che Arianna Terreni (consigliere comunale Pd e presidente della commissione politiche femminili) e mons. Paolo Razzauti (vicario per la città) hanno messo nero su bianco una lettera aperta che è anche un cammino, almeno per un tratto comune, dopo l'aggressione alla deputata Paola Concia che passeggiava per mano alla sua compagna. Atti di intolleranza come questi - affermano - «non sono atti contro uno stato di vita ma sono atti di oltraggio alla persona. L'amore è un concetto universale e totale che è vissuto in diverse maniere. Non tocca a noi giudicare (un giorno ci sarà un giudizio molto più equo e migliore di quello degli uomini) ma a noi tocca gridare il rispetto e l'attenzione verso ogni persona». Poi don Paolo sottolinea che questo «non vuol dire approvare una condizione ma significa considerare qualsiasi persona come un dono di Dio e quindi degna di essere amata e rispettata». Terreni invece aggiunge: «Come possiamo definire paese civile quello in cui si rischia di essere aggrediti passeggiando per strada in compagnia della persona che amiamo, sia questa dello stesso sesso o sesso diverso? Non possiamo rischiare che la libertà di ciascuno possa essere messa in discussione o limitata dalla paura. Non può essere violata la dignità della persona, qualunque sia il suo orientamento sessuale, la sua etnia, la sua cultura, la sua religione».
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