Italia
Ragazzi, non abbiate paura di sognare
Ludovica Monarca
◗
La protesta di giovani precari. Sotto il titolo don Gino Berto e il prof. Paoli Il prof. Paoli: macché giovani in crisi, semmai è il capitalismo a essere quasi ko
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Sono un comico. Mi piace trovare sempre una battuta per sdrammatizzare, le risate migliorano la vita. Stavolta però non mi riesce: no, non c'è davvero niente da ridere». Neanche un comico come Consalvo Noberini ce la fa a smontare con l'ironia l'incubo della disoccupazione giovanile a Livorno. Il 36,7% dei giovani dai 15 ai 24 anni è senza lavoro, il 16% non studia nemmeno. Li chiamano "Neet" (Not in Education, Employment or Training) per dire che non lavorano né studiano. E' la fotografia di una generazione che sembra aver perso la capacità e la possibilità di pensare al futuro, di sognare. «Manca la volontà», dice Noberini: «Molti ragazzi non lavorano perché non vogliono, ci sono tanti mestieri che stanno scomparendo. Io ho lavorato fin da quando avevo 15 anni. E' vero, era un mondo diverso in cui grazie all'apprendistato si imparava un mestiere, ma adesso manca il fattore chiave: l'impegno». Non la pensa così l'economista Massimo Paoli, docente di economia all'Università di Perugia. Lui di ragazzi ne incontra tanti ogni mattina: «E' impossibile che una generazione abbia perso la capacità di sognare, semplicemente si sogna in maniera diversa. Questi sono gli anni del trionfo della superficialità e il modo in cui si analizzano questi fenomeni lo dimostra». Secondo Paoli è la società, vicina a una grande trasformazione, ad essere in crisi, non i ragazzi. «Non sono i giovani ad essere ai limiti delle loro possibilità, - spiega - è il capitalismo per come l'abbiamo conosciuto finora. Non ci sono più risorse, e noi non riusciamo a dare prospettive chiare a questi ragazzi che di diverso hanno solo una scaltrezza comunicativa imparagonabile rispetto al passato». Per l'economista bisognerebbe interrogarsi di più sul sistema dell'apprendimento: «Bisogna sapere dove si è, in che mondo si vive, per combattere per il proprio futuro. Vorrei dire ai giovani di stare attenti a ciò che vogliono perché il sistema ha raggiunto i limiti e non ci sono più margini di libertà». E' il darwinismo sociale, il "si salvi chi può". Tutti gli esseri umani, durante l'intero arco della propria vita, si trovano ad affrontare tre domande cruciali: chi sono io da solo? Chi sono gli altri per me? Com'è il mondo circostante? Non c'è la risposta giusta, la chiave è riuscire a trovare la propria consapevolezza. E' ciò su cui s'interroga lo psicologo Nicola Artico. «Sembra che ai giovani manchi la capacità di comprendere il nesso di responsabilità incrociate grazie alle quali la società si mantiene. Ci reggiamo su un patto invisibile di reciproco aiuto. Quando si lavora diventiamo cittadini consapevoli di far parte di una comunità in cui tutti devono fare la propria parte per continuare a esistere». A giudizio di Artico, i giovani devono crescere in un ambiente che stimoli costantemente la curiosità e che trasmetta un forte senso di responsabilità. «Non siamo geneticamente programmati per cercare lavoro - rileva - ma per cercare cibo. Noi adulti, non limitando mai le necessità o le richieste dei nostri figli, trasmettiamo il messaggio sbagliato. Bisogna imparare a dire no anche quando si ha la possibilità economica di soddisfare le loro esigenze. Solo così li responsabilizziamo». A chi invece sta cercando lavoro da tempo Gloria Giani, imprenditrice, lancia un messaggio: «Non abbattetevi, stringete i denti e accettate anche lavori che non corrispondono al vostro profilo. Solo dall'ozio non si impara niente. Vi assicuro che sono i curriculum che dimostrano impegno ad essere premiati». Un messaggio di energia che coincide con l'augurio di don Gino Berto, parroco dei Salesiani: «Non fatevi togliere la speranza. Sognate, amate la vita! A forza di rimandare le scelte si perde la fiducia e ci si rassegna. Voi scegliete di vivervi fino in fondo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
