Gioco
Ma in paese non era un mistero
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A destra una panoramica della discarica che è stata scoperta a Guasticce A Guasticce in molti sapevano di quella buca usata per smaltire rifiuti
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LIVORNO. Intorno colline a perdita d'occhio. Olivi e cipressi. E l'erba che di primavera profuma di sole. La discarica abusiva scoperta a Guasticce è all'interno di un paradiso terrestre, la tenuta Insuese di proprietà dell'imprenditore Alberto Vitarelli. Un eden che in verità è tutt'uno con il paese. Nel senso che la tenuta, oltre 700 ettari da Guasticce a Stagno, è a un chilometro dal centro abitato. Un collegamento che da geografico si fa umano, perché i Vitarelli, colossi della produzione del vetro, danno lavoro a tanta gente della zona. Chi è impiegato nell'azienda di vetri e chi nelle attività agricole all'interno della tenuta. Ecco che in paese gira voce che in molti sapessero che ai piedi della collina c'era la fossa dei rifiuti. Magari nessuno pensava che fossero materiali pericolosi. Ma certo che fosse stata scavata una buca dovevano essersene accorti in tanti. Tutto sta capire come siano arrivati lì quei materiali (ferro, legno, acciaio, vetro e pneumatici). La gente di Guasticce su questo particolare alza gli occhi e cambia discorso. C'è chi dice che sia uno smaltimento tutto fatto in casa Vitarelli e chi pensa che quella robaccia ci sia stata portata. E con una certa facilità, visto che arrivare alla discarica è un gioco da ragazzi. A fianco del campetto di calcio Bosco Asd Portuale Guasticce, anch'esso costruito sulla proprietà di Vitarelli, c'è un cancello malmesso. Quella è la porta del paradiso. E già da lì, aguzzando la vista, si vede la discarica scoperta grazie ai carabinieri della Compagnia di Livorno e gli elicotteristi di Pisa, che hanno segnalato tutto al Noe di Grosseto. Volendo ci si può inoltrare nella tenuta. La strada è parzialmente asfaltata, anche perché fino a pochi anni fa ci arrivavano i camion della Vitarelli glass, che lì ha ancora un capannone usato in passato come magazzino. Poche centinaia di metri tra cipressi e olivi ed ecco il cumulo di rifiuti che erano stati occultati sotto terra. Adesso saranno gli inquirenti a dover appurare come quei materiali siano arrivati nella tenuta. (a.c.)
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