Sicurezza
Smentito il passaggio alla Lega: «La mail è falsa»
Amadio: prendo troppi voti e a qualcuno dà fastidio...
Federica Boldrini
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Marcella Amadio (Pdl) 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. È partito tutto da una mail fasulla, firmata Oskar Gallicani, nella quale si annunciava un "altamente probabile" passaggio alla Lega Nord di Marcella Amadio, consigliera comunale del Pdl. Questa, almeno, è la ricostruzione dei fatti secondo l'esponente del centrodestra, che ha smentito categoricamente la notizia «Contro di me è in corso una vera congiura - dice la Amadio - Chi ha messo in giro questa voce è un mentecatto da ricercarsi nello schieramento di centrodestra. Certezze non ne ho, ma qualche sospetto sì». Proviamo a insistere ma l'Amadio preferisce non fare nomi né dare indicazioni. «Quello che è accaduto è molto grave - prosegue - è partito tutto da questa e mail firmata con un nome probabilmente inventato nella quale si annunciava l'uscita dalla Lega del consigliere regionale Dario Locci e si ipotizzava la mia entrata nelle file del Carroccio. Niente di più falso, almeno nella parte che mi riguarda». Poi la mail è stata inviata a un'agenzia di stampa ed è finita sui giornali. Si tratta dunque di una cospirazione per screditare l'ex consigliere regionale? «Sono un personaggio scomodo - dice Amadio - perché prendo molti voti, per alcuni troppi, e perché faccio un'opposizione seria. Da sempre sono oggetto di cattiverie e dispetti, ma stavolta si è toccato il fondo coinvolgendo persone estranea al partito. Evidentemente chi sta agendo contro di me non ha a cuore l'interesse del Pdl ma un proprio tornaconto personale». Intanto, dopo la spaccatura col gruppo consiliare di Taaradash-Tamburini, l'Amadio e il suo gruppo finiranno di fronte al collegio regionale dei probiviri per un procedimento disciplinare. «Ci accusano di aver costituito un secondo gruppo in Comune - afferma - ma se il diktat del partito nazionale era quello di una ricomposizione noi la nostra parte l'abbiamo fatta, invitando ripetutamente ad attuare una riunificazione. Se c'è qualcuno che deve essere deferito è chi questa riunificazione non la vuole».
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