Gioco
Addio al signore dell'ippica stroncato da un malore Stefano Meli: aveva 55 anni
Presidente della società che gestisce l'ippodromo di San Rossore era conosciuto e apprezzato a Livorno
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LIVORNO. Un grave lutto per l'ippica italiana: è morto improvvisamente a Pisa Stefano Meli, vittima di un malore mentre era alla guida della sua auto. Presidente di Federippodromi e dell'Alfea, la società che gestisce l'ippodromo di San Rossore, Meli è stato un dirigente ippico attivo e di grande valore, capace di fronteggiare, con idee innovative e coraggiose, la grave crisi del settore. Originario di Vaiano (Prato), Stefano Meli aveva 55 anni. Ed era molto conosciuto anche a Livorno. Proprio ieri sera sarebbe dovuto partire per le vacanze, una settimana alle Seychelles, insieme alla moglie Maela ed ai figli, Lorenzo e Francesco. La disgrazia è avvenuta nella mattinata intorno alle 11: al volante di una Mercedes classe C, si trovava in via Valdorme a Pozzale, frazione di Empoli, quando si è sentito male ed è uscito di strada a bassa velocità, vicino ad un distributore. L'uomo, pochi sistanti prima della tragedia, stava parlando al telefonino con un funzionario di Alfea: improvvisamente c'è stato un botto e poi il silenzio. Sul posto sono arrivati un'ambulanza della Pubblica Assistenza con medico a bordo, che in un primo momento era riuscito a rianimare il dirigente dopo l'arresto cardiaco, e un mezzo dei vigili del fuoco (Meli era bloccato nell'auto con le portiere chiuse). Poco dopo sono giunti anche la moglie e uno dei due figli, che lo hanno visto partire in ambulanza verso l'ospedale San Giuseppe di Empoli, dove però è spirato alle 12.50. Meli abitava proprio a Empoli, in via delle Ville di Cerbaiola, insieme alla famiglia. Già sofferente di cuore, era stato sottoposto in passato a due interventi chirurgici, ma si era ripreso ed era molto attivo. La nuova pista del Prato degli Escoli, la formazione professionale, la partecipazione all'ippodromo di Merano, la presidenza di Federippodromi e della Filiera Ippica Toscana, il progetto Ippica Impresa sono soltanto alcune delle iniziative che lo hanno visto in prima linea. Tante volte anche all'ippodromo livornese "Caprilli", dove era molto apprezzato. «La sua scomparsa - hanno detto i responabili della società Alfea - crea un vuoto che non sarà semplice colmare»: oggi Meli sarà ricordato prima dell'inizio delle gare ippiche a Pisa e anche negli altri impianti italiani. Non si hanno, al momento, notizie certe sui funerali. A Pisa e Livorno, come detto, il dirigente sportivo era conosciutissimo, e la sua morte ha destato molta commozione. «Una vera disgrazia - dice l'allenatore Alfredo Valiani Renzetti - Perdiamo un amico ed una persona in cui il mondo dell'ippica riponeva tutte le sue speranze. Il suo approdo alla presidenza di Federippodromi avrebbe potuto rappresentare, finalmente, un cambio di rotta, una rinascita. Meli era una persona illuminata, a cui si deve la brillante operazione con l'ippodromo di Merano». Meli era considerato infatti l'uomo della svolta per l'ippica italiana: Pisa è stata, negli ultimi anni, una delle poche città in controtendenza, costituendo anzi un esempio di eccellenza a livello organizzativo (recentissima la realizzazione del raddoppio della pista di San Rossore) e di pubblico. E il presidente dell'Alfea non ha mai lesinato critiche dure, ma costruttive, al sistema dell'ippica: «Il 2010 - raccontava presentando il bilancio - è stato uno degli anni peggiori di tutta la nostra storia». La decisione dell'Unire di congelare il calendario senza riduzione delle corse per una riqualificazione dell'attività, ricordava, «è discutibile, perché mette in difficoltà le scuderie che, anche con un secondo o terzo posto, non rientrano nelle spese e non vengono quindi incentivate a muoversi. Ma nonostante tutto siamo ancora ai vertici degli ippodromi italiani se si considera la produttività delle corse e il pubblico».
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