Il Tirreno

Livorno

«Piano strutturale tra 18 mesi»

<b>OSPEDALE.</b> Cosa fare nel vecchio sito di viale Alfieri e come realizzare il nuovo ospedale e le strade di accesso?
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OSPEDALE. Cosa fare nel vecchio sito di viale Alfieri e come realizzare il nuovo ospedale e le strade di accesso?

Lo promette l'assessore Bernardo. Le opposizioni: «Fantascienza»

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 LIVORNO. Ricerca di nuove aree (anche al di là della variante) per uno sviluppo industriale «di qualità», stop alla realizzazione di nuove case (si potranno solo «reinventare» i volumi già esistenti), legame più stretto tra porto e città. Ecco i primi pilastri del nuovo piano strutturale che, dopo anticipazioni e discussioni virtuali, ieri mattina è finalmente approdato sui banchi del consiglio comunale. In realtà, al centro della discussione, sono finite le linee guida di quel piano che - una volta passato dal consiglio, dalla giunta e ancora dal consiglio - potrà essere affidato a uno studio esterno con l'obiettivo di fotografare i tratti somatici della città che verrà: dove e quanto si potrà costruire, come e se cambieranno l'area portuale, le colline, il centro.  Quanto ci vorrà? L'assessore Paola Bernardo, nel corso della lunga relazione introduttiva, parla di «circa 18 mesi». Ma le opposizioni, a turno, storcono il naso: «Troppo ottimista...». Il piano, come ripetuto da Bernardo, dovrà essere integrato - nella parte che riguarda gli obiettivi, non gli indirizzi tracciati dal sindaco - dal consiglio comunale. E non è escluso (dalla stessa Bernardo, con l'appoggio di molti consiglieri del Pd, come Alessandro La Torraca) che si avvii una sorta di percorso in linea con la legge regionale sulla partecipazione. Ma in che modo?  Intanto, nel dibattito di ieri (che riportiamo a lato), sono emersi i primi nodi cruciali dello sviluppo futuro che le linee guida non sciolgono e che promettono di dare battaglia. Due li tira fuori l'ex sindaco Gianfranco Lamberti: «Cosa andrà nell'area di viale Alfieri quando non ci sarà più l'ospedale? Quale sarà il rapporto pubblico-privato?». E ancora: «Non si può liquidare la questione della Cittadella con qualche riga sulla valorizzazione dello sport...».  Prg a volumi zero.  Nel documento riassunto dall'assessore Bernardo si conferma la volontà di realizzare un Prg a «volumi zero». Che tradotto sta per: non ci sarà nessuna altra fetta di territorio trasformata in una pioggia di palazzi. Restano fuori Fiorentina e Salviano, che stanno dentro la variante dell'abitare sociale (già in corsa) e dove saranno realizzati alloggi pubblici o a canone concordato.  Sconti sugli oneri per le case "eco". Per chi costruirà nuovi edifici autosufficienti dal punto di vista energetico saranno previsti sconti sugli oneri di urbanizzazione. La misura, che è già contenuta nel nuovo regolamento edilizio del Comune, giocherà un ruolo fondamentale nel prg, visto che ad essere caldeggiato, anche dal punto di vista industriale, è il cosiddetto «sviluppo sostenibile».  Oltre la Variante. Al di là della Variante Aurelia non si potranno costruire abitazioni mentre ci sarà posto per gli insediamenti produttivi. «Di qualità - ripete Bernardo - dobbiamo fare una verifica degli spazi disponibili nell'area vasta. Penso soprattutto a Collesalvetti, perché oggi più che mai (con la fame di grandi infrastrutture) è necessario andare oltre la programmazione urbanistica di ogni singolo territorio».  «Ripensare le aree portuali». Bernardo parla di «attuazione di una maggiore connessione tra il porto e la città, funzionalizzazione e rivisitazione complessiva delle aree portuali e prospicenti». Un esempio? La Stazione marittima, «dove bisogna pensare a un sistema ricettivo a terra». Ma per ora questioni cruciali, come quella dei porticcioli, sono ancora tutte da chiarire.  Decongestionare il centro dalle auto: ma l'Odeon?. È una delle linee guida del prg. Ma come ripetono dai banchi dell'opposizione «sarà impossibile aspettare di avere il piano strutturale prima di mettere mano a quello del traffico». In particolare c'è da capire cosa accadrà quando sarà aperto l'Odeon, su cui pende un'altra tegola.  Perché ieri mattina, come anticipato la scorsa settimana dal Tirreno, i condomini del Palazzo Astoria hanno inviato una diffida a Spil e al Comune per bloccare i lavori di realizzazione del parcheggio.  Secondo i residenti non è stata rispettata la normativa in materia antisismica e anche quella della distanza con la proprietà (alcune abitazioni disterebbero appena 6.7 metri dal parcheggio blu). E a questo punto è probabile che la diffida varchi anche le porte della Procura.

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