Il Tirreno

Livorno

Duemila firme contro il nuovo Palio

Di lato lo striscione di protesta appeso durante il trofeo D’Alesio Sotto il vogatore Alessio Marra
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Di lato lo striscione di protesta appeso durante il trofeo D’Alesio Sotto il vogatore Alessio Marra

L'appello del comitato dei vogatori: «No all'accorpamento dei rioni»

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 LIVORNO. Hanno organizzato una manifestazione davanti agli Scali Novi Lena, teatro della storica Coppa Risi'Atori. Poi hanno formato un comitato e dato vita a un movimento di protesta su Internet. All'ultima Coppa Risi'Atori hanno anche appeso uno striscione sul ponte del Mediceo. Ma soprattutto, nel giro di poche settimane, sono riusciti a raccogliere più di duemila firme.  Sono i vogatori e le vogatrici che dicono no alla riforma del Palio Marinaro. O meglio dicono no «agli accorpamenti dei rioni e alla scomparsa del meccanismo di retrocessione-promozione» ipotizzati dal Comune e dal comitato per le attività remiere (Car). A spiegare le ragioni della protesta è un vogatore del Fabbricotti, Alessio Marra. Ma va detto che - come mostrano le firme raccolte tra i negozi, nei rioni - il Comitato dei vogatori raccoglie adesioni quasi in ogni cantina.  No agli accorpamenti. I vogatori sono fermi: «Non si può passare da sedici a otto rioni, e neppure a dodici, accorpando anche tre o quattro cantine e creando barche che porterebbero il nome di "Livorno sud" o "Livorno nord". Anziché rilanciare il Palio si farebbe morire».  Retrocessioni e promozioni necessarie. Ogni anno il rione che vince il Palio delle gozzette a quattro ha diritto di salire a dieci. Viceversa chi arriva ultimo a dieci scende a quattro. «Questo - riprendono i vogatori - è il sale delle gare. Se ci fossero solo otto cantine con gozzi a quattro e a dieci (in un campionato immobile) non ci sarebbero più stimoli e sulle gozzette finirebbero per salire gli "scarti" del campionato cadetto».  Il Palio? Facciamolo rinascere così. «Perché - riprendono - anziché rimettere in discussione l'assetto generale non si è fatto di tutto per riportare pubblico alle manifestazioni che già ci sono? Il Palio, ad esempio, potrebbe essere spostato (voghiamo in pieno pomeriggio, in piena estate, sotto un solo cocente) e il viale Italia potrebbe essere vestito a festa con mercatini, bancarelle, bandiere».  Nessuno ci ascolta. «Abbiamo scritto - riprendono dal comitato - al sindaco, all'assessore allo sport e al del Car, ma nessuno ci ascolta. Abbiamo eletto anche due vogatori da presentare al Car per prendere parte alle decisioni. Ma ancora niente. Sappiamo che il Palio ha bisogno di cambiare pelle. Ma questo clima di anarchia non aiuta nessuno. Perché, ad esempio, al Borgo è stato permesso di prendere il gozzo dopo la rinuncia del Magenta e a Montenero e Quercianella che si erano resi disponibili all'accorpamento no?».  Faremo le barricate. Marra lo ripete mentre racconta che il Fabbricotti sta distribuendo più di 200 bandiere nel rione. «Non vogliamo l'accorpamento, non spariremo». Dall'amministrazione è arrivata la proposta di trasformare le cantine in associazioni con un minimo di cento iscritti, in modo da ravvivare il legame perso con il territorio e i livornesi. «Sanno bene che non per tutti sarà possibile. E poi perché i soci, come scritto nell'ultimo verbale del Car, dovrebbero essere per forza affiliati Uisp?». (j.g.)

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di Redazione web