Gioco
Discarica abusiva nella tenuta Insuese
Lara Loreti
Auto, traverse ferroviarie e rifiuti tossici nel terreno del gruppo Vitarelli. Sequestro del Noe
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LIVORNO. Una discarica abusiva, con rifiuti tossici, nella tenuta agricola Bellavista Insuese, a Guasticce, la cui proprietà è riconducibile alla famiglia di Alberto Vitarelli, noto imprenditore di Pontedera il cui gruppo è proprietario anche della vetreria Vitarelli Glass. L'imprenditore, 79 anni, è già noto alle cronache per la vicenda dei cosiddetti "Terreni d'oro", il cui processo è in corso. La profondità a cui sono stati trovati i rifiuti, circa 4-5 metri, e il loro stato - in particolare di quelli di legno - non ha lasciato dubbi agli investigatori sul fatto che lo scopo di chi ha abbandonato tutti quei materiali fosse lo smaltimento illecito. E il terreno era così pieno di roba che non assorbiva più l'acqua e si erano create delle bolle. Intere auto seppellite a quattro metri di profondità, e poi residui legnosi di traverse ferroviarie bruciate, e ancora ferro, acciaio, vetro, plastica, legno, inerti da demolizione, pneumatici, un calorifero in ghisa, tubi in plastica, reti metalliche, picchetti e chi più ne ha più ne metta. Gli esperti della materia parlano di «rifiuti altamente tossici». Tutti questi materiali sono stati individuati dagli investigatori del Nucleo operativo ecologico di Grosseto all'interno di una vasta area a poca distanza dal centro abitato di Guasticce, non lontano dal cimitero e dal campo sportivo: in tutto diecimila metri quadri che sono stati sequestrati dai carabinieri. L'indagine è scattata lo scorso gennaio dopo una serie di controlli tramite elicottero e sopralluoghi. Agli accertamenti hanno partecipato anche i militari della Compagnia di Livorno e gli elicotteristi di Pisa. Ed è proprio grazie ai rilievi aerei che sono state individuate anomalie morfologiche del terreno segnalate al Noe, comandato dal capitano Florindo Rosa. Il resto l'hanno fatto le ruspe e il georadar usati dai militari per gli scavi e per sondare il terreno. I carabinieri hanno utilizzato anche un sofisticato metal detector che ha fatto emergere la presenza di materiale ferroso. I rifiuti speciali smaltiti illecitamente sono anche di natura pericolosa: basti pensare alle sostanze altamente inquinanti come olii industriali e ai veicoli fuori uso non bonificati. Secondo i carabinieri, i rifiuti occultati e smaltiti tramite interramento sono almeno in parte riconducibili al ciclo produttivo aziendale. Notevoli, come abbiamo detto, i rischi per la salute e per l'ambiente. La cosa che, come rilevato dal Noe, suscita maggior timore è la presenza di traverse ferroviarie in legno impregnate con olio di catrame e percolato, sostanze inquinanti che avrebbero già contaminato le falde acquifere, inquinandole. Il Noe sta ancora indagando per fare chiarezza sulla vicenda e soprattutto sulle conseguenze sull'ambiente della discarica. Smaltimenti illeciti che, secondo i carabinieri, sono anche dannosi per la salute dei cittadini, dato che gli interramenti sarebbero stati effettuati per molto tempo, vista la mole di rifiuti trovata. Per il Noe si tratta di uno dei più consistenti sequestri effettuati. Il reato ipotizzato è smaltimento illecito di rifiuti pericolosi mediante tombamento. Le attenzioni sono concentrate sul proprietario dell'area, ma anche su altre persone che potrebbero aver approfittato del terreno.
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