Il Tirreno

Livorno

Uccise la moglie a martellate: scontro sulla seminfermità

Giovanni Scotti, l’idraulico in pensione che uccise la propria moglie, al momento della traduzione in carcere
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Giovanni Scotti, l’idraulico in pensione che uccise la propria moglie, al momento della traduzione in carcere

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 LIVORNO. Il tribunale ha disposto, così come chiesto dalla Procura, il giudizio immediato per Giovanni Scotti, 67 anni, l'idraulico in pensione che il 3 novembre 2010 uccise a martellate la propria moglie Licia Lambertini, 60 anni, all'interno della casa di via Mondolfi ad Antignano dove la coppia abitava con il figlio di 37 anni. La decisione è stata presa dal Gip Giancarlo Marinari su richiesta dei pm che conducono l'inchiesta: quindi verrà saltata l'udienza preliminare.  La prima udienza del processo è stata fissata per il 5 luglio: la difesa, affidata agli avvocati Vinicio Vannucci e Aurora Matteucci, si sta preparando in vista del processo. In particolare, come ha spiegato l'avvocato Vannucci, con molta probabilità i legali di Scotti chiederanno il rito abbreviato, che vedrà il giudizio svolgersi sulle carte già acquisite al fascicolo processuale, ma che consente uno sconto di pena di un terzo sulla condanna finale.  Lo stesso avvocato Vannucci infatti ha sottolineato come la difesa abbia potuto produrre in tempo per l'aquisizione di una perizia del professor Mauro Mauri, direttore della clinica psichiatrica dell'ospedale di Pisa, perizia che evidenzia lo stato di gravissimo stress emotivo subito nel corso degli anni dall'idraulico di Antignano, alle prese con i gravissimi problemi familiari, elementi che in casi simili hanno portato a stabilire la seminfermità mentale di chi ha commesso certi reati.  Giovanni Scotti infatti ha condotto un'esistenza davvero difficile: la moglie si ammalò ben presto di nervi, tanto da dover essere seguita dal centro Frediani, e nonostante le cure, la donna era andata progressivamente peggiorando. Come se non bastasse, il figlio della coppia, oggi trentasettenne, a seguito di un grave incidente stradale, ha accusato a sua volta dei gravi disturbi psichici. Così la mattina del 3 novembre scorso Giovanni Scotti, un uomo descritto da tutti come mite e tranquillo, dedito solo al lavoro e alla cursa della sua sfortunata famiglia, prese il martello con il quale stava riparando un battiscopa, mise un lenzuolo sulla testa della moglie che dormiva e la colpì, sfondandole il cranio. L'uomo, che qualche giorno prima aveva spiegato ad un amico di «non farcela più», andò poi dai carabinieri della stazione di Ardenza dove suonò il campanello e disse al piantone di aver ucciso la moglie. «Volevo uccidermi anch'io, poi non me la sono sentita di lasciare solo mio figlio».  Giovanni Scotti venne arrestato e da allora è rinchiuso nel carcere delle Sughere. Il figlio gli ha scritto numerose volte spiegando di aver capito i problemi che lo hanno spinto al tragico gesto e assicurandogli di restargli vicino.

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