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Rifiuti tossici nell'azienda agricola maxi-sequestro a Collesalvetti
Il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Grosseto ha sequestrato un'area di circa diecimila metri quadri di un’azienda agricola nella quale erano stati interrati rifiuti altamente nocivi. L'area era un pericolo la salute
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A Collesalvetti, Il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Grosseto ha sequestrato un'area di circa diecimila metri quadri di un’azienda agricola nella quale erano stati interrati rifiuti altamente tossici. Grazie all’uso del Georadar e di altri strumenti altamente tecnologici è stato possibile scoprire che nel terreno agricolo, a poche decine di metri dal centro abitato della frazione Guasticce, erano stati occultati e smaltiti tramite interramento rifiuti pericolosi e non ed altri probabilmente riconducibili al ciclo produttivo aziendale.
Gli accertamenti sono stati effettuati nel corso di quest’anno da parte degli specialisti dei carabinieri, in collaborazione con i colleghi di Livorno e gli elicotteristi di Pisa. Infatti è proprio grazie ai rilievi aerei che sono state individuate delle anomalie morfologiche del terreno e segnalate allo speciale reparto dei carabinieri, comandato dal Capitano Florindo Rosa.
Questi con l’utilizzo di un sofisticato metal detector avevano avuto la certezza che sotto al terreno vi era materiale ferroso. Con una ruspa veniva scavata una trincea, della profondità di circa 4 metri ed agli occhi degli investigatori apparivano ingenti e numerose tipologie di rifiuti quali ferro, acciaio, vetro, plastica, legno, inerti da demolizione, pneumatici, traverse ferroviarie in legno impregnate con olio creosolo, un calorifero in ghisa, tubi in plastica, reti metalliche, picchetti, intere autovetture, residui legnosi di traverse ferroviarie bruciate.
La profondità a cui venivano rinvenuti i rifiuti, circa 4-5 metri ed il loro stato, in particolare del legno, non lasciava alcun dubbio sul fatto che la condotta posta in essere era finalizzata allo smaltimento illecito di rifiuti, con realizzazione di una discarica non autorizzata di rifiuti speciali, anche di natura pericolosa, come le traverse ferroviarie impregnate con olio di creosoto ed i veicoli fuori uso non bonificati, tra l’altro il tutto a contatto con le falde acquifere.
Le gravi e reiterate inadempienze nella gestione dei rifiuti, erano tali da esporre a concreto pericolo la salute dei cittadini e pregiudicare la salubrità dell'ambiente. Per il Noe si tratta di uno dei più consistenti sequestri effettuati.
Gli accertamenti sono stati effettuati nel corso di quest’anno da parte degli specialisti dei carabinieri, in collaborazione con i colleghi di Livorno e gli elicotteristi di Pisa. Infatti è proprio grazie ai rilievi aerei che sono state individuate delle anomalie morfologiche del terreno e segnalate allo speciale reparto dei carabinieri, comandato dal Capitano Florindo Rosa.
Questi con l’utilizzo di un sofisticato metal detector avevano avuto la certezza che sotto al terreno vi era materiale ferroso. Con una ruspa veniva scavata una trincea, della profondità di circa 4 metri ed agli occhi degli investigatori apparivano ingenti e numerose tipologie di rifiuti quali ferro, acciaio, vetro, plastica, legno, inerti da demolizione, pneumatici, traverse ferroviarie in legno impregnate con olio creosolo, un calorifero in ghisa, tubi in plastica, reti metalliche, picchetti, intere autovetture, residui legnosi di traverse ferroviarie bruciate.
La profondità a cui venivano rinvenuti i rifiuti, circa 4-5 metri ed il loro stato, in particolare del legno, non lasciava alcun dubbio sul fatto che la condotta posta in essere era finalizzata allo smaltimento illecito di rifiuti, con realizzazione di una discarica non autorizzata di rifiuti speciali, anche di natura pericolosa, come le traverse ferroviarie impregnate con olio di creosoto ed i veicoli fuori uso non bonificati, tra l’altro il tutto a contatto con le falde acquifere.
Le gravi e reiterate inadempienze nella gestione dei rifiuti, erano tali da esporre a concreto pericolo la salute dei cittadini e pregiudicare la salubrità dell'ambiente. Per il Noe si tratta di uno dei più consistenti sequestri effettuati.
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