Sicurezza
Pochi giochi, giardini bocciati
Jimmy Morrone
Diamo i voti alle aree verdi: promossi solo villa Fabbricotti e il Parterre
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LIVORNO. C'è fame di altalene e scivoli, nei parchi pubblici livornesi. «I giochi sono vecchi o non bastano: sarebbe bello che il Comune ne mettesse di più, per far divertire i nostri figli». Dal grande parco di via degli Oleandri ai giardini pubblici delle Sorgenti, il coro di mamme e nonne è unanime: dateci più spazi per far giocare i bambini. Una sollecitazione che è arrivata al nostro sito attraverso «Segnala Livorno». Due anni fa avevamo verificato lo stato di salute dei parchi comunali e quanta poca attenzione ci fosse nei confronti dei baby. Ieri siamo tornati a calpestare l'erba: qualcosa ancora manca, qualcosa è stato rattoppato. Come nella grande area recintata fra via Terreni e via Emilio Zola: da una ventina di giorni, il Comune ha deciso di rallegrare l'ambiente con un'altalena, uno scivolo e tre dondoli a forma di pulcino. «Era ora», però... «quegli escrementi di cane lì vicino, non vanno per niente bene», si lamenta una signora, mentre spinge la figlia sul gioco nuovo di zecca. Nei giardini delle Sorgenti, troviamo nient'altro che un'altalena (oltre ad un ambiente parecchio sporco). Fino a due mesi fa era inutilizzabile. Come lo scheletro del grande parco che alla Rosa costeggia via degli Oleandri: nel precedente servizio era un rottame, oggi ci sono le funi e i seggiolini, ma nessun bambino la gradisce, forse perché posizionata troppo a nord e troppo vicino alla strada. Ed ecco perché, malgrado la presenza occulta di alcuni sbandati, e l'orrore di quel mostro architettonico che è ormai l'ex Pirelli, il Parterre resta uno dei luoghi più frequentati da mamme e figli livornesi. Qui, le strutture a loro dedicate sono nuove, ben tenute e invogliano un bambino a salirci sopra. Deturpati dai graffitari, invece, sono i cavallucci e gli scivoli di Villa Maria, in via Calzabigi. Considerando la bellezza del parco, si potrebbe aggiungere qualche diversivo in più (e quindi il voto non supera la sufficienza), anche perché nell'altro giardinetto comunale della stessa arteria (quasi al confine con via Marradi), ci sono quattro solitarie panchine e niente più. Dopo le polemiche di qualche tempo fa, è migliorata Villa Fabbricotti, così come rimane sopra la media Villa Mimbelli, i cui giochi rimangono protetti all'interno in un'area che ci ha dato l'impressione di discreta pulizia. Desolante l'immobilismo del giardino pubblico di via Beppe Orlandi: un parco quasi abbandonato, malgrado la zona signorile e la vicinanza al mare. Ieri c'erano soltanto due bambini che provavano a fare centro nell'unico tabellone di basket installato. Sono rimaste prive di giochi l'area a verde di via Machiavelli (lato via dei Pensieri) e la pinetina alla Rosa sull'Aurelia, molto popolata fin dall'inizio delle bella stagione. Lo scivolo di via Montelungo (zona stadio) dipinto da un novello Andy Warhol è rimasto tale e quale a due anni fa: imbrattato e deserto. Alla Scopaia è stata sistemata l'altalena, mentre il parco più apprezzato è Villa Corridi, dove da qualche settimana i bimbi hanno trovato la sorpresa di un enorme gonfiabile (spesso ospitato anche dal parco di via Torino). L'unica pecca è la scomparsa del leggendario percorso ginnico che ha cresciuto tanti ragazzini degli anni'80-'90: l'unica memoria dell'atletico cammino è un cartello della circoscrizione 7 (...) che insegnava come camminare in equilibrio su un tronco di legno. Ma quel tronco, chissà che fine ha fatto.
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