Il Tirreno

Livorno

Lite nel Pdl, sfiorato lo scontro fisico

Martina Corirossi
Dall’alto: Corsinovi e Gragnoli
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Dall’alto: Corsinovi e Gragnoli

Alta tensione fra Gragnoli e Corsinovi sul difensore civico

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 LIVORNO. Tensione alle stelle a Palazzo Granducale durante una seduta del consiglio provinciale: stavolta però il litigio non è fra maggioranza e opposizione bensì fra esponenti dello stesso partito, il Pdl, che sostengono tesi differenti. La scintilla è l'approvazione del regolamento per il funzionamento dell'ufficio del Difensore civico territoriale. Durante un break fra Gragnoli e Corsinovi scatta il diverbio: i due si confrontano sempre più animatamente e la tensione sale alle stelle. Si rischia di andare alle mani, Zingoni e Malanima intervengono a placare gli animi.  La questione del difensore civico territoriale è una patata bollente che ha creato nella maggioranza e nell'opposizione non pochi dissapori. «Una figura a tutela del cittadino, che faccia da collante tra l'amministrazione e la cittadinanza - spiega Giuseppe Coluccia (Pd) - che operi nella trasparenza e abbia esperienza e sensibilità nel misurarsi con i problemi». Per questo, non si esclude che l'incarico possa essere ricoperto da un ex assessore, sindaco o funzionario amministrativo alla fine del mandato.  E' proprio sulla rosa, da cui il consiglio provinciale dovrà attingere un nome, che si scatenano le polemiche. Per Maurizio Zingoni (Pdl), il difensore deve rispecchiare il concetto di terzietà («essere super partes e non avere neanche velatamente colore politico»): altolà a ex amministratori perché «si rischia di cadere vittime di una logica di spartizione delle cariche».  Ma prima di votare il regolamento, approvato all'unanimità, vengono presentati due emendamenti. Benito Gragnoli (Pdl) propone di eliminare dal terzo articolo la dicitura «di comprovata esperienza amministrativa» (Il candidato al ruolo di difensore civico «deve prima di tutto essere in possesso di un titolo di laurea, che lo doti di una preparazione giuridica e amministrativa»). Ma qui il Pdl si spacca: Alessandro Corsinovi, che come membro della prima commissione si occupa da quasi un anno della stesura del regolamento, ritiene inaccettabile la proposta del collega di partito. E la capogruppo Pdl Costanza Vaccaro, pur senza imporre ai suoi un indirizzo di voto, si pronuncia a sfavore dell'emendamento.  Il Pd chiede di sospendere la seduta e i consiglieri si allontanano dall'aula per accordarsi e andare al voto uniti. È durante questa interruzione che la tensione fra Gragnoli e Corsinovi diventa più che incandescente.  Ritrovata la calma si vota: l'emendamento di Gragnoli non viene accolto. Tutto il Pd e il consigliere Pdl Malanima si astengono. Vaccaro e Corsinovi votano contro, Zingoni e Landi sostengono l'emendamento di Gragnoli.  Il consiglio prosegue discutendo sulla situazione del porto e del comparto delle riparazioni navali.  L'assessore Piero Nocchi annuncia: «Saranno aperti i bandi di gara per la gestione del bacino di riparazioni in muratura e di quello galleggiante». Poi aggiunge: «Ma in entrambi i casi servono interventi per una messa in sicurezza e dobbiamo individuare un percorso alternativo per non invadere le proprietà della società Azimut Benetti».

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di Redazione web