Sicurezza
Comune, un registro delle badanti
Proposto insieme a corsi di formazione e sgravi fiscali
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LIVORNO. Dopo le tate, anche le badanti potrebbero entrare a far parte di un registro comunale: è quanto è stato proposto in occasione dell'ottava commissione comunale dal presidente Arianna Terreni sulla scia di due disegni di legge presentati alla Camera e al Senato nel marzo scorso. Una proposta che, per le aspiranti badanti professioniste, prevede l'obbligo di seguire un corso di formazione (finanziato dalla Regione e organizzato dalla Provincia) e l'avvio di nuove politiche a sostegno delle famiglie in difficoltà che necessitano di assistenza: previsti sgravi fiscali per un massimo di 6mila euro l'anno per le famiglie che non superano il reddito annuo complessivo di 40mila euro. «Chiediamo al Comune - spiega Terreni - di essere il soggetto proponente di questa iniziativa, cominciando dal costruire una rete fra enti e associazioni territoriali». Le testimonianze delle dirette interessate hanno fornito una fotografia della situazione. «Sono per la maggior parte donne straniere - dice Samira (Cesdi) - per lo più diplomate e laureate che sentono anche il bisogno di socializzare. Per questo dal 2007 abbiamo messo a disposizione uno spazio nella nostra sede, soprattutto per l'inverno, dove ogni domenica si ritrovano circa 60 donne». Fanno riflettere anche i numeri forniti da Laura Nobili e Anna Scardigli (Caritas sezione lavoro) che ogni giovedì mattina alla parrocchia di S.Agostino ricevono 70-80 persone in cerca di impiego («e non si tratta solo di stranieri»). Presente in commissione anche mons. Paolo Razzauti, che alla parola "straniero" preferisce "non italiano e comunque fratello": evidenzia una «mancanza di progettualità» e il fatto che «Livorno è una città che non sa più accogliere come una volta. Dobbiamo porci il problema di come inserire realmente queste persone anche nella vita cittadina». Parola poi ai consiglieri Vladimiro Del Corona (Pd), Bruno Tamburini e Massimo Ciacchini (Pdl) e Marco Cannito (Città Diversa) che, pur dimostrandosi favorevoli all'istituzione di un registro, hanno chiesto un documento sulle sue reali potenzialità. Adriano Tramonti (Pd) ha ricordato l'importanza di tutelare le badanti ma anche le famiglie, e Salvatore Capuozzo (Udc) ha sottolineato l'importanza dei finanziamenti regionali per i corsi di formazione. Marcella Amadio (Pdl) non ha apprezzato l'intervento di Razzauti definendolo «demagogico» e ha chiesto che venga fatto fra le famiglie che usufruiscono di badanti «un sondaggio che faccia emergere quali sono le criticità reali». Federica Boldini
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