Sicurezza
LIVORNO-MESSINA
Scontri allo stadio, processo a due ultrà
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Lavvocato Musetti 1 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Prima udienza ieri per il processo a due ultrà livornesi per gli scontri con le forze dell'ordine avvenuti nella zona dello stadio la sera del 7 settembre 2003 in occasione dell'incontro di calcio Livorno-Messina. Per i danneggiamenti ad alcuni mezzi della polizia e le lesioni subite da alcuni agenti sono imputati due tifosi, Paolo Calvanico e Michele Francalacci, difesi rispettivamente dagli avvocati Daniele Rossi e Lorenza Musetti, mentre la pubblica accusa nel processo davanti al giudice Antonio Del Forno è affidata a Pietro Blasucci. L'udienza di ieri, durante la quale sono stati sentiti i testi dell'accusa, ha visto sfilare numerosi poliziotti che rimasero coinvolti negli incidenti seguiti al tentativo, poi riuscito, dei tifosi amaranto di impedire l'accesso allo stadio del pullman del Messina. La squadra siciliana infatti si era rimangiata l'accordo preso in precedenza per la giornata di protesta in occasione dell'inizio del campionato di Serie B, quando era stato deciso che nessuna squadra sarebbe scesa in campo. Per questo circa 150 ultrà amaranto organizzarono il violento blocco allo stadio. In particolare gli incidenti sono stati rievocati dall'ispettore capo della Digos Giampaolo Dotto, che ha spiegato di aver riconosciuto in quell'occasione e poi dai filmati sia Calvanico che Francalacci.
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