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Vanificato leffetto scivolo, protesta la Cgil
Pensione posticipata: beffati 100 operai in mobilità
Cri.Me.
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LIVORNO. Il governo ha spostato il traguardo della pensione un anno più avanti: dalla fine dell'anno scorso si va a riposo dopo un anno dalla maturazione del requisito. E così tutti quelli che avevano calcolato di andare in pensione direttamente dalla mobilità, utilizzando questo ammortizzatore sociale come scivolo verso la pensione, sono rimasti beffati. Quando scadrà la mobilità, per loro non comincerà la pensione e per un anno resteranno scoperti da qualsiasi sostegno economico. Un problema che quest'anno interesserà venti lavoratori usciti dalle aziende della componentistica (Delphi, Pierburg, Inalfa) ma che nell'arco di tre anni ne coinvolgerà un centinaio. «Sono lavoratori che, per un anno, resteranno senza assegno di mobilità e senza pensione. E menomale che il governo aveva assicurato che, in questa crisi, non avrebbe lasciato a terra nessuno» attacca Enrico Pedini, sindacalista della Fiom Cgil. «Il governo aveva assicurato che avrebbe allungato la mobilità a questi lavoratori per consentire loro di arrivare alla pensione: ma non l'ha fatto». Ecco gli effetti: «Già dal 5 maggio alcuni ex dipendenti della Delphi saranno senza ammortizzatori sociali e senza pensione. L'anno prossimo saranno trenta i lavoratori scoperti e nel 2012 cinquanta. In tutto il Paese il problema riguarda 45mila lavoratori». Una possibile soluzione poteva essere quella di approfittare della legge sul lavoro usurante che - per il lavoro a catena - consente di andare in pensione con tre anni di anticipo. «Ma il decreto si è rivelato una burla». Uno dei requisiti è aver svolto almeno sette anni di lavoro usurante negli ultumi dieci. Ma i periodi di cassa integrazione non vengono riconosciuti e questo esclude gran parte dei lavoratori vittime delle crisi aziendali». Senza considerare «la complessa procedura per ottenere il riconoscimento del lavoro usurante» e «i problemi di copertura finanziaria del decreto», che lascerà fuori molti degli avanti diritto. Il sindacato busserà alla Regione, per vedere di ottenere una cassa integrazione in deroga o qualcosa di similare per sostenere i lavoratori beffati.
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