Il Tirreno

Livorno

Un'ondata di fallimenti

Cristiano Meoni

Già 22 da gennaio: tante ditte edili e qualche nome noto

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 LIVORNO. Eccola, l'onda lunga della crisi, eccola che si abbatte sull'economia livornese sotto forma di un numero record di fallimenti: ben 22 nei primi tre mesi dell'anno. Di questo passo, l'anno sarà chiuso con un numero di crac aziendali addirittura superiore a quello, allarmante, del 2010 (65). E' il prevedibile sviluppo della crisi cominciata due anni. Giungono a maturazione le situazioni entrate in sofferenza nel 2009 e nel 2010, con uno sfasamento temporale dovuto ai tempi tecnici della giustizia fallimentare: le prime sofferenze finanziarie, i primi decreti ingiuntivi, e poi le istanze, e infine le sentenze. Per questo ritroviamo, nell'elenco a fianco, nomi già incontrati sulle nostre cronache, su cui è stato apposto il sigillo definitivo del giudice fallimentare Carlo Cardi.  I fallimenti erano bruscamente scesi nel 2007 per effetto della nuova normativa: dai 72 del 2006 si era calati a 29. E si erano mantenuti a livelli accettabili fino al 2009, l'annus horribilis della crisi. Salvo poi esplodere nel 2010. Il 2011 promette il bis.  A cadere, sotto i colpi della crisi finanziaria, strangolati da calo degli affari e dalla stretta creditizia, aziende dei servizi, delle costruzioni, della logistica: settori importanti dell'economia provinciale. Partendo dalle sentenze del 2010, ecco il fallimento della Coet, azienda livornese che operava sulle reti di telefonia per conto di Telecom, una ventina di dipendenti. Ecco il crac della Labroplastic, azienda del Picchianti che si occupava del trattamento della plastica da riciclare. E di una miriade di aziende, soprattutto edili. Una tendenza che è proseguita nel 2011: fino all'11 aprile i crac dichiarati dal tribunale di Livorno erano 22. Crac noti e meno noti: come quello dell'Automatic, la concessionaria Volkswager del Picchianti, fallita l'8 febbraio dopo una lunghissima vicenda. O come quello della Blue Rest Hotel & Nursing Home srl, la società di gestione della Rsa Grillandini, casa di riposo di Castiglioncello. Fallita anche la Sesport, la società che ha costruito e gestito la sfortunata "cittadella dello sport" di Collesalvetti. E pure una delle società dell'ex presidente della Cna Daniele Giusti, la Giusti Piero Costruzioni srl di Collesalvetti. La Rosignano Ponteggi, fallita il 7 aprile, lavorava nell'indotto della nautica, mentre la Set Impianti operava nell'indotto della raffineria.

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