Il Tirreno

Livorno

Da una società all'altrama il lavoro è lo stesso

Da una società all'altrama il lavoro è lo stesso

Loro malgrado, erano dipendenti ping pong. Due società fotocopia se le sono rimpallate per alcuni anni, come farebbero due giocatori di tennistavolo

2 MINUTI DI LETTURA





Loro malgrado, erano dipendenti ping pong. Due società fotocopia se le sono rimpallate per alcuni anni, come farebbero due giocatori di tennistavolo. Scadeva il contratto a progetto con un'azienda? Subito subentrava un'azienda con un nome beffardamente simile all'originale. E alla scadenza successiva accadeva il contrario, in un perpetuarsi di contratti a progetto, di contratti di collaborazione, di contratti a termine, spesso prorogati. Tutto si faceva pur di evitare quello che le ragazze si sarebbero legittimamente aspettate: l'assunzione a tempo indeterminato.

Ora che sono licenziate, le tre ex dipendenti di una società di servizi zona Attias si sono rivolte al giudice del lavoro, tramite la Cgil e lo studio Lessi, per chiedere il riconoscimento del lavoro dipendente. Pur avendo spesso cambiato tipo di contratto e datore di lavoro, infatti, non hanno mai cambiato lavoro: stesso ufficio, stesse mansioni, stessi orari.


Succede anche questo nella giungla del precariato, dove le regole vengono forzate in nome della flessibilità. A raccontarlo è Antonella Di Giambattista, responsabile dell'ufficio vertenze della Cgil: «Partiamo dalla premessa che queste ragazze hanno sempre svolto il solito lavoro. Una di loro è stata assunta nel 2007 con un contratto a progetto, alla scadenza è stata assunta da una società fotocopia e poi è tornata alla società di partenza, stavolta con un contratto a tempo determinato, fino a quando è stata licenziata».

Secondo caso: «Dal febbraio 2008 al giugno 2010 la ragazza è stata assunta da entrambe le società con contratti di collaborazione». Terzo caso: «Fra il 2007 e il 2010 ha avuto contratti a progetto con proroga sia da una società che dall'altra ed ha più volte cambiato datore di lavoro. Ovviamente - spiega la sindacalista - tutte e tre lavoravano alla stregua di dipendenti: il titolare voleva sapere anche quando avrebbero preso le ferie per organizzare il lavoro». Siamo alla libertà di assunzione e di licenziamento, senza oneri e rischi. Se non quelli di prendersi una causa. (c.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web