Il Tirreno

Livorno

Peschereccio dalla Tunisia con 5 clandestini a bordo

Lara Loreti

Doveva fare un carico di avannotti, ma la Finanza ha respinto gli irregolari

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 LIVORNO. Due motovedette in mare, l'elicottero che rotea sulla acque livornesi. E tutte le forze di polizia pronte a tamponare l'emergenza. È stato accolto con la massima allerta nel porto livornese l'arrivo del peschereccio proveniente dalla Tunisia, con a bordo cinque clandestini. Dalla Francia a Livorno, passando per il Ministero a Roma, l'allerta s'è diffusa in pochi minuti.  Un sabato pomeriggio di fuoco nel mare di Livorno. Appena da Roma arriva la segnalazione del peschereccio in arrivo dalla Tunisia, la questura e tutte le forze di polizia che operano in mare si preparano per gestire al meglio l'arrivo dell'imbarcazione. L'allarme è arrivato dalla Francia, dove l'attenzione su queste tematiche è altissima, in questo periodo, particolare per l'emergenza immigrati, a causa della crisi libica e della difficile situazione nei Paesi circostanti. Ma il peschereccio non è diretto verso i cugini d'Oltralpe, bensì nella nostra città che in questi giorni è in pole position per la tolleranza e l'apertura verso i profughi.  La prima cosa da capire è se quel peschereccio di 30 metri sia diretto verso Livorno per motivi umanitari oppure commerciali. Quest'ultima ipotesi si rivela quella giusta. Mentre l'elicottero controlla tutto dall'alto, le motovedette della finanza si lanciano verso il largo e agganciano l'imbarcazione appena all'ingresso delle acque italiane, a 10 miglia a sud-ovest dello scalo livornese.  Dal controllo effettuato dalle fiamme gialle del Roan, capitanate dal colonnello Luca De Paolis, emerge che l'imbarcazione è arrivata in città dalla Tunisia per fare un carico di avannotti, pesciolini appena nati. La barca è attesa alla calata Orlando, lo spedizioniere è già informato e le cassette di pesce azzurro sono pronte. Tuttavia, a bordo insieme a sei membri dell'equipaggio, ci sono 5 tunisini senza permessi per entrare in Italia. Chi sono? Dalle verifiche della finanza viene anche fuori che i 5 non sono profughi ma dipendenti di una società che lavora per il peschereccio. O almeno così vengono presentati.  In un primo tempo, il timore che si tratti di profughi "travestiti" è forte. Tanto è che si diffonde la voce che il peschereccio si diriga verso Livorno dopo esser stato respinto dalla Francia. In realtà queste indiscrezioni vengono smentite. Resta il fatto però che i 5 tunisini sono irregolari. Per questo scatta un provvedimento di respingimento: gli stranieri non possono scendere dalla barca.

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