Il Tirreno

Livorno

«Una persona perbene»

Alessandro Cosimi

Il commosso ricordo del sindaco Cosimi

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Giampaolo ci ha lasciati, in maniera molto riservata, silenziosa, com'era nel suo carattere. Una riservatezza che poteva essere confusa con la ritrosia da coloro che lo conoscevano poco.  Invece, chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, sa quanto la sua passione politica e il suo rispetto delle persone avessero costituito un viatico anche per la sua professione di medico. Negli anni l'amicizia tra le nostre famiglie era diventata anche nostra. Per un lungo periodo all'interno dell'ospedale di Livorno abbiamo insieme provato a costruire qualcosa che fosse legato alle nostre convinzioni politiche e allo stesso tempo ad un salto di qualità delle cose.  Spesso eravamo distanti, come lo eravamo nei tempi del liceo, quando tutto è più intero e la nettezza delle posizioni è quasi un obbligo generazionale. Anche all'interno del sindacato della Cgil-Medici di cui Giancarlo è stato segretario, le nostre discussioni erano infinite. Ci chiedevamo se quella modernità che tutti andiamo cercando fosse vera o presunta o se, come diceva lui, tutta questa modernizzazione non fosse altro che un piano inclinato verso la fragilità e l'arretratezza.  Quando ho saputo della sua malattia, ci siamo sentiti, molto tempo fa, poi per via della vita di ognuno ci siamo persi. Oggi posso dire che Giampaolo è stato una persona appassionata del suo lavoro, una persona perbene, e che tra tutti quelli che costruirono in quegli anni quel sindacato, è quello che è rimasto più intero, e che amava di più sentirsi chiamare "compagno". E' una perdita importante per la nostra città, ma penso in questo momento soprattutto a sua madre, alle sue sorelle, alla sua compagna.  Vada a loro l'affetto della città e quello mio personale.

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