Il Tirreno

Livorno

Taroccare le monete è facile e costa poco

Parla il numismatico Lazzeri: ecco come accorgersi del trucco

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. «Falsificare una moneta è facile e costa poco. Basta avere un torchio e i tondelli di metallo, che si trovano senza difficoltà: si fa un calco alle monete vere che poi col pantografo viene riprodotto sul punzone di acciaio (di quelli usati per stampare le medaglie). E il gioco è fatto». Lo spiega Mauro Lazzeri, numismatico e antiquario molto noto in città, autore del libro storico "Monete di Livorno", in uscita a fine anno. E i costi sono molto contenuti. Un gettone che imita i due euro - come fa notare l'esperto - costerà non più di 50 centesimi.  Il boom delle monete false è scoppiato negli ultimi anni, dopo quello delle banconote. «Prima dell'ingresso dell'euro, i falsari riproducevano soprattutto le banconote di carta, che hanno un valore maggiore e quindi fruttavano di più - dice Lazzeri - Con l'arrivo delle monete da uno e due euro le cose sono cambiate: il valore di queste monete è notevole e quindi vale la pena contraffarle. Dietro queste organizzazioni di solito c'è un bel giro d'affari, anche se è difficile quantificarlo».  Lazzeri è soprattutto un esperto di monete antiche. E così spiega che la falsificazione era già molto diffusa all'epoca dell'impero romano: «Pensiamo che i Romani imitavano le monete dei Greci. Nel Medioevo poi venivano riprodotti i soldi dei Romani. In ogni caso, la falsificazione era legata al valore del metallo: spesso si trovavano finte monete d'oro che in realtà erano in argento solo immerso nell'oro. Ora è diverso: le leghe di metallo usate non valgono nulla, perciò è tutto più facile».  Come si distingue una moneta vera da una falsa? Risponde Lazzeri: «Sono tre i parametri principali: il peso, il diametro e lo spessore. Sono però fattori che spesso non si notano a occhio nudo. Anche perché le monete finte possono confondersi facilmente nel mucchio. Per questo, in caso di dubbio, è bene confrontare e sovrapporre i soldi sospetti con altri veri, che hanno tra l'altro un conio con pressione superiore. E' l'unico test che funziona».  Diverso il discorso per le banconote, come dice Lazzeri: «La qualità della carta (quella finta è più ruvida) e la filettatura sono le spie per individuare una banconota finta». l.l.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa