Gioco
Il processo per il giro di fatture false
Chiavi Porto 2000, Crocchi chiama in causa Lenzi
◗
Bruno Crocchi 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Si arricchisce di nuovi elementi il maxi-processo per i peculati e le fatture false alla Porto 2000. Sono 26 gli imputati: tra loro, l'ex direttore della Porto di Livorno 2000 Bruno Crocchi. L'accusa gli ha contestato, in particolare, l'uso della carta di credito aziendale per fini "privati", si tratta di una somma tutto sommato modesta che non supera i 14.000 euro in 4 anni. Ma Crocchi, che ha reso al tribunale una dichiarazione spontanea, ha spiegato che la carta di credito è sempre stata usata per l'attività che svolgeva nella società, in particolare di pubbliche relazioni. Quindi spese per pranzi o cene con rappresentanti di compagnie di navigazione, così come accade in caso di trattative per concludere un affare o incontri per mettere a punto un progetto. Il tutto - a detta della difesa di Crocchi - documentato. All'ex direttore Porto 2000 l'accusa non ha invece mosso alcuna contestazione specifica sul così detto "conto per anticipi spese". A proposito della stanza sigillata dopo l'ispezione della Finanza alla Porto 2000 (da cui è sparito un documento), Crocchi ha confermato di aver effettivamente chiesto a Luca Piccini, le chiavi. «Ma solo perché me l'aveva ordinato Bruno Lenzi - afferma Crocchi - Non sapevo perché le volesse e non mi interessava neppure. Quindi Lenzi ci fece uscire entrambi, perché aveva da sbrigare una questione personale. Per me era tutto finito lì. Piccini, invece, era preoccupato. Per questo, gli feci notare più tardi che secondo me non era successo nulla e infatti i sigilli sulla porta erano intatti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
