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«Livorno grazie di tutto ora cercheremo lavoro» Tunisini a caccia di futuro
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Aymen Mersini e Heni Trabelsi: «Amiamo Livorno» 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Grazie Livorno, vogliamo restare qui e vedere cosa ci riserva il futuro», esclamano mentre mostrano gioiosi la tesserina. Sono stati consegnati ieri mattina all'ufficio Immigrazione della questura i permessi di soggiorno temporanei (sei mesi) a scopo umanitario ai profughi tunisini. Alcuni di loro sono pronti a partire per la Francia o per altre località d'Italia dove raggiungere i parenti. Ma una decina vuole restare a Livorno. Tra loro ci sono Aymen Mersini, 21 anni, fotografo e animatore nei villaggi di Djerba, e Heni Trabelsi, 28. I ragazzi sono entusiasti della in città: «Qui abbiamo trovato un ambiente piacevole e molto accogliente - dicono i due giovani - A Villa Morazzana ci siamo trovati benissimo: è un posto stupendo, pieno di giardini». I tunisini "livornesi" si sono confrontati con i connazionali accolti nelle altre realtà toscane e hanno constatato che Livorno si è distinta per la tolleranza e la disponibilità. Lo sottolinea il mediatore culturale e interprete che ha seguito i profughi in questi ultimi giorni: «A Pisa e San Vincenzo i ragazzi non potevano uscire dai centri, qui invece c'è stata molta più apertura nei loro confronti». Ma cosa significa per loro essere in regola con i documenti e poter circolare liberamente? La priorità per alcuni è avere la possibilità di raggiungere i parenti: sono una decina i ragazzi in partenza per la Francia, altrettanti sono diretti da parenti in Italia. Gli altri però sono soli e non sanno dove andare: per loro il futuro ha la forma di un grande interrogativo. L'obiettivo primario, per tutti, ma anche la grande incognità, è il lavoro. «Ma ora, con questo documento, potremo trovare un'occupazione?», si chiede il fotografo Aymen Mersini. Il ragazzo riflette con preoccupazione sul futuro: «Io non ho parenti, non ho soldi... Vorrei finire la scuola e fare il fotografo, che è la mia grande passione sin da quando avevo 10 anni. Ma non so se riuscirò a realizzare questo sogno. In ogni caso voglio restare qua e, perché no, crearmi una famiglia». Sa già cosa fare invece Aymen Herzi, 23 anni: «Ora tornerò a Villa Morrazzana, ma domani (oggi ndr) andrò in stazione e prenderò il primo treno per andare in Francia. Mio fratello vive lì, mi ha mandato dei soldi. Spero di sistemarmi lì con lui». I tunisini sono tutti sani e l'Asl smentisce la voce che si era diffusa, cioè che alcuni di loro fossero malati di tubercolosi. Lara Loreti GUARDA LA FOTOGALLERY SU www.iltirreno.it.
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