Il Tirreno

Livorno

Ciardi e Canessa esempi attuali «Difendete la libertà»

Mauro Zucchelli
Ciardi e Canessa esempi attuali «Difendete la libertà»

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. La Resistenza, la lotta antifascista, le battaglie dei partigiani che una pattuglia di deputati Pdl e il ministro Gelmini vorrebbero cacciar fuori dai libri di scuola perché indottrinamento della propaganda comunista: eccoli, protagonisti di una mattinata all'Isis Niccolini Palli.  Non solo l'amarcord di quei formidabili anni alla conquista della libertà: i liceali in platea hanno prodotto video, interviste e dvd per il premio intitolato a Giotto Ciardi, capitano dei carabinieri e eroe della Resistenza (con una sfilza di decorazioni da mezzo mondo), morto nel 1995. «Cari ragazzi, mio padre Giotto - ha raccontato la figlia Paola Ciardi, dopo l'introduzione della preside Nedi Orlandini - era un babbo dolcissimo: sentiva di dover lottare per difendere un'ideale di libertà e giustizia per le generazioni successive. Ora tocca a voi».  Insieme a Ciardi, un ex poliziotto: Mario Canessa, anni 94 portati splendidamente, che Israele ha proclamato "Giusto fra le Nazioni", la massima onorificenza attribuibile a un non-ebreo: gliel'hanno data perché negli anni bui della guerra a Tirano, al confine con la Svizzera, rischiò la vita per salvare, oltre che prigionieri di guerra, famiglie ebree. Per questo ieri si è mosso da Tirano l'assessore Bruno Ciapponi Landi, che ha conferito a Canessa la cittadinanza onoraria. Analoga decisione è stata preannunciata anche dal Comune di Volterra.  Il colonnello Saverio Nuzzi, comandante provinciale dell'Arma, racconta la Resistenza nascosta di quel mezzo milione di soldati che «hanno combattuto al fianco degli alleati per liberare il Paese dal nazifascismo: l'Italia non l'hanno liberata gli americani da soli». «A questi - rincara - vanno aggiunti 600mila deportati che hanno preferito il lager». Questa lotta di militari si è saldata «con la Resistenza delle brigate partigiane e con il martirio della popolazione civile: mai c'è stato un legame così forte fra forze armate e popolo, non a caso lo chiamano il Secondo Risorgimento».  Canessa, presente ma febbricitante, ha chiesto a Guido Guastalla di leggere un messaggio a nome suo: soprattutto un commosso omaggio ai partigiani della prima divisione alpina Valtellina e ai partigiani livornesi caduti (Canessa è presidente onorario dell'Anpi labronica).  «Tanto Ciardi che Canessa hanno scelto la vita: mettendo a repentaglio la loro per salvare quella degli altri», dice l'assessore alla cultura Mario Tredici, ricordando che il 25 aprile il Comune conferirà a Canessa la Livornina, la massima onorificenza della città, e verranno intitolate strade a due livornesi illustri come Marcello Del Chicca, medaglia d'oro al valore militare caduto nella battaglia di Montelungo, e Gustavo Uzielli, brillante studioso ebreo, vittima delle leggi razziali.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca