Gioco
«Un solo spogliatoio per bimbi e adulti siamo preoccupate»
Anna Cecchini
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A fianco e nella foto grande bambini alla piscina di via dei Pensieri 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Spogliatoi condivisi da bambini e adulti. Scatta la protesta delle mamme delle centinaia di ragazzini che frequentano i corsi di nuoto alle piscine di via dei Pensieri (Camalich e Neri), gestite dall'Officina dello sport. Una protesta dovuta al fatto che i loro figli, maschi in età compresa fra 8 e 14 anni, devono spogliarsi e fare la doccia usando gli stessi locali destinati agli adulti. «Succede alla piscina da cinquanta metri - raccontano le mamme -. Finché i nostri figli si allenavano in quella da 25 metri non c'erano problemi, visto che negli spogliatoi destinati a quella piscina ci sono cabine singole in cui togliersi gli abiti e poi i genitori possono enstrare per dare una mano ai bambini». Il problema della presunta promiscuità tra bambini e adulti sembrerebbe limitato ai locali collegati alla piscina da 50 metri. Oltre gli otto anni, infatti, i piccoli nuotatori possono andare ad allenarsi nella vasca più grande, soprattutto se cominciano un percorso agonistico. Questa "vascona" ha in dotazione spogliatoi diversi rispetto a quella da 25 metri. Niente di male, se ci fosse una separazione tra gli spazi destinati ai bambini e quelli per gli uomini. «Ovviamente in questi locali noi non possiamo entrare - proseguono le mamme -, perché gli spogliatoi sono frequentati da uomini adulti. Quindi i nostri bimbi entrano da soli e spesso si tratta di ragazzini ancora piccoli, intorno a 10-11 anni. Se in questo spogliatoio ci fossero almeno le cabine singole, come quelle presenti nei locali-servizi della vasca da 25 metri, i nostri bimbi potrebbero almeno spogliarsi lì dentro, senza avere contatti con gli uomini. Invece adulti e ragazzi devono stare a contatto, senza divisori di nessun tipo». Immaginabili i timori delle mamme. «Non è mai successo niente di grave - precisano -, ma non è bene che ci sia una promiscuità di questo tipo; basti pensare agli sconcertanti fatti di cronaca che troppo spesso hanno come protagonisti dei bambini. Ma, anche senza arrivare a episodi così gravi, bisogna pensare al bullismo. È capitato che dentro quegli spogliatoi bambini piccoli (9-10 anni) abbiano dovuto subire angherie da ragazzi adolescenti. Vestiti buttati sotto le docce, borse lanciate in aria o altri "scherzi" ancor meno piacevoli. È chiaro che i gestori della piscina dovrebbero almeno garantire controlli serrati, mettendo a disposizione più personale di guardia negli spogliatoi quando si allenano i bambini».
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