Gioco
Ieri un altro furto in una tabaccheria di via Emilio Zola: segano la saracinesca e scappano con un furgone rubato
Ladri di slot machine, ecco come difendersi
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A sinistra la tabaccheria di via Emilio Zola derubata delle due slot machine Accanto un giocatore davanti alla macchinetta I distributori consigliano di installare allarmi fumogeni per fermare la serie di colpi
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LIVORNO. L'allarme è scattato intorno alle tre del mattino: qualcuno ha segato la parte bassa della saracinesca della tabaccheria Galeazzi, in via Emilio Zola, e rubato le due slot machine sistemate nell'angolo destro del locale. Tutto in pochi minuti. Tutto prima che da uno dei palazzi che si affacciano sulla strada partisse la chiamata al 113. Nelle macchinette, al momento del furto, c'erano più di mille euro e per il titolare della tabaccheria ci sono almeno altri 500 euro di danni. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto quattro o cinque uomini allontanarsi a bordo di un furgone chiaro, che potrebbe essere stato rubato da un'officina di via Enriques qualche ora prima. Sul caso sta indagando la questura. Ma il punto è che quello di via Zola non è che l'ultimo di una lunga serie di colpi messi a segno negli ultimi mesi in città. Decine e decine di furti di macchinette sgancia soldi. La dinamica è quasi sempre la stessa: taglio della saracinesca, entrata notturna nel locale (bar, sale da gioco, tabaccherie), trasporto nel furgone o nell'auto con piccoli carrelli. Chi entra prende solo le slot, non tocca altro. Proprio come avvenuto ieri in zona Garibaldi. Colpi rapidi e sicuri. Perché questi furti in serie? Una delle spiegazioni più probabili è che le slot, proprio perché macchine da vincita, sono sicuramente sempre cariche di denaro. Anche dopo il controllo e il parziale svuotamento del concessionario (che di solito avviene ogni due settimane) nell'apparecchio restano almeno 300-400 euro per garantire un numero base di giocate e quindi di possibili vincite. Chi ci rimette. Di chi sono le slot? A chi vanno i soldi delle giocate? A spiegare meglio come funziona la "filiera" dell'intrattenimento con vincite in denaro (come recita la normativa) è una delle società che distribuiscono gli apparecchi in tutta Italia, anche a Livorno: la Romagna Giochi di Faenza. In cima alla catena, chiariscono dalla sede, c'è lo Stato, a cui spetta la percentuale più alta (circa il 12,6%). Le macchine installate dai distributori agli esercenti sono controllate direttamente dai monopoli di Stato e autorizzate dai concessionari di rete (ad esempio Sisal e Lottomatica). Si calcola che il 75 per cento delle monete infilate nelle slot omologate da Aams (in Italia ogni anno si parla di miliardi di euro) torni nelle tasche dei giocatori. Del restante 25%, il 12.5 va allo Stato, il rimanente viene suddiviso tra distributori ed esercenti. «In caso di furto - chiariscono dalla società - allo Stato deve essere comunque garantita la percentuale di gioco». Quindi via con la stipula delle polize assicurative. «Installate l'allarme fumogeno». «Stiamo consigliando ai nostri gestori - fanno sapere da Faenza - di adottare una serie di sistemi che facciano da deterrente ai furti. Qualche esempio? Fissare le slot alle pareti e installare sistemi di allarme fumogeno o nebbiogeno: in caso di violazione, nel locale fuoriesce un gas che è assolutamente innocuo, ma impedisce la visuale e quindi può ritardare in modo decisivo l'azione dei ladri». J.G.
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