Il Tirreno

Livorno

Bagatti (Ato): è cambiato lo scenario. Dubbi di Romano e Cannito

Inceneritore, terza linea lontana Si pensa all'impianto della costa

Jimmy Morrone

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 LIVORNO. Perde valore la pista che conduce alla terza linea dell'inceneritore al Picchianti (già nel piano straordinario, con autorizzazione integrata ambientale). Viceversa si impennano le quotazioni del mega termovalorizzatore a Livorno dell'Ato Costa. Ipotesi contemplata dal piano interprovinciale dei rifiuti urbani, la cui bozza è stata presentata giorni fa a Palazzo Granducale (entro l'estate sarà pronta la versione definitiva, elaborata da Pisa, capofila dell'Ato).  Tesi vista di traverso dal capogruppo Idv in Comune, Andrea Romano, perché «sul termovalorizzatore sussistono aspetti sanitari tutti da chiarire, come riportato da documenti prodotti dall'ordine dei medici e da studi britannici. Piuttosto la politica provinciale dovrebbe sostenere le idee alla base del progetto rifiuti zero e della raccolta differenziata porta a porta».  Un quadro ancora tutto in divenire, reso più incerto dalla scadenza del 31 dicembre imposta dal decreto Ronchi che prevede la messa a gara e l'aggregazione in un gestore unico a partecipazione privata (40%) per la raccolta rifiuti. Operazione complessa in cui verrebbero accorpati i 16 soggetti dell'Ato (che racchiude Livorno, Pisa, Lucca e Massa). Di mezzo, però, c'è il referendum del 12-13 giugno: con la vittoria dei sì verrebbe meno questo obbligo.  Ecco il punto della situazione dopo l'audizione in sesta commissione dell'architetto Massimo Bagatti, responsabile di Ato Costa rifiuti, in rappresentanza dell'Osservatorio rifiuti zero. «È una sfida - interviene - dobbiamo ragionare in termini di area vasta. Il processo di un unico gestore può scuotere il sistema, ci voleva più tempo per organizzare l'operazione. E, se la scelta di una terza linea al Picchianti era valida fino a qualche tempo fa, ora dobbiamo ripensare il quadro impiantistico: quali e quanti inceneritori dismettere, da sostituire con uno nuovo per tutta l'area». Perplessa Marcella Amadio (Pdl). E anche Marco Cannito (Città diversa), che chiede di visionare il piano interprovinciale «perché dall'amministrazione comunale non abbiamo avuto nessuna informazione».

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di Redazione web