Gioco
L'indignazione di Cosimi «Tamburini chieda scusa a Benifei e Cocchella»
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Il sindaco Alessandro Cosimi con Bruno Tamburini del Pdl Il sindaco invita il capogruppo Pdl a misurare le parole: «Incredibile quello che ha detto contro l'antifascismo»
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LIVORNO. Alessandro Cosimi, durante il consiglio comunale di martedì sera, ha espresso tutta la sua indignazione in relazione alla lettera - apparsa sulla stampa - del capogruppo del PdL in Consiglio Comunale, Bruno Tamburini. Tamburini affermava, tra l'altro, che "l'epopea degli antifascisti è finita e, soprattutto, non dà più "da mangiare". Già nella commissione pomeridiana il sindaco aveva invitato Tamburini, con tono perentorio, a misurare le parole. Poi in serata ha rivolto una comunicazione ai consiglieri. «Penso che di fronte alla modalità e ai contenuti con cui il consigliere Tamburini ha risposto a Benifei e Cocchella non si possa che avere un moto di indignazione, soprattutto per l'affermazione "l'antifascismo non dà più da mangiare". È una cosa incredibile, detta a due persone anziane, che hanno speso la propria vita al servizio degli altri». A questo punto va ricordato che con la lettera al Tirreno, Bruno Tamburini aveva replicato al'intervento delle associazioni antifasciste livornesi, rappresentate da Benifei e Cocchella, sulla proposta di legge del Pdl di sopprimere la norma transitoria della Costituzione che proibisce la ricostruzione del disciolto partito fascista. Al riguardo il sindaco ha aggiunto con fermezza: «Credo che per fare politica si debba avere un minimo plafond di educazione e abbassare il tono dell'aggressività. In questi giorni, anche su altri argomenti abbiamo visto toni e modi che non intimidiranno nessuno e che sono frutto di una cultura, a mio giudizio, autoritaria, che abbiamo sempre combattuto. In più, sarebbe meglio che il consigliere Tamburini si occupasse di risolvere i problemi che paralizzano il consiglio comunale intorno alla questione del vicepresidente del consiglio e della divisione dei gruppi del Pdl, di cui è capo-gruppo, e smettesse di andare in giro a dire questa cosa del "da mangiare". Forse non si rende conto che il suo partito è al governo e dello spettacolo che sta dando. Sono perciò convinto che Tamburini debba chiedere scusa a questi due antifascisti».
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