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Livorno

Frana a Quercianella, tra case e strade oltre due milioni di danni

Frana a Quercianella, tra case e strade oltre due milioni di danni

La Regione riconosce lo stato di calamità Lavori di messa in sicurezza per tutta l'estate

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 LIVORNO. La comunicazione al Comune è arrivata poche ore fa: la Regione ha deciso di accettare il riconoscimento dello stato di calamità per la frana di via Falcucci, a Quercianella. A comunicarlo è stato il capo della protezione civile, Leonardo Gonnelli, che ieri ha incontrato in Comune i residenti delle palazzine interessate dallo smottamento.  Cinque strutture che per qualche giorno sono state evacuate su indicazione della protezione civile e che dopo un attento monitoraggio hanno ottenuto di nuovo l'abitabilità. A oggi, come confermato ieri mattina, solo uno dei complessi danneggiati dalla frana (con sei appartamenti) deve restare vuoto per motivi di sicurezza.  Intanto in via Falcucci si fa la conta dei danni. I numeri ufficiali dicono che tra infrastrutture pubbliche e strutture private la stima dei danni ammonta a 2.025.000 euro: 781mila fra strade, fognature, cedimenti del terreno pubblico, 1.244.000 euro per le case riempite di crepe. Circa 350 dei 781mila euro necessari a mettere in sicurezza le aree pubbliche arriveranno, come annunciato dal governatore Enrico Rossi, dalla Regione. Il resto dal Comune. La parte privata spetta ai singoli proprietari, ai quali sarà però chiesto di presentare una certificazione dei danni per provare a ottenere un rimborso come accade in caso di alluvioni.  Come si procede ora? Per gli interventi più urgenti sono già stati spesi circa 55mila euro: sono serviti a fare un'indagine sulle caratteristiche del terreno e la natura della frana, alla sigillatura delle crepe che si sono formate lungo l'asfalto, alla creazione di una sorta di by-pass per deviare la fognatura bianca e impedire un nuovo accumulo di acqua nel sottosuolo e all'esecuzione di una serie di carotaggi.  Nelle prossime settimane sarà necessario drenare via l'acqua dal sottosuolo e bloccare il movimento con una serie di palizzate da sistemare a diversi livelli della collina: sia tra le case che nel bosco.  La tabella di marcia prevede entro fine aprile la chiusura dell'indagine geognostica e il completamento della sigillatura delle strade crollate e dell'intervento sulla fognatura bianca. Il primo maggio partirà il riordino idraulico-forestale che andrà avanti almeno fino al 30 giugno. Dal 15 luglio al 30 settembre, risorse finanziare permettendo, toccherà alle opere di contenimento. Come le palizzate per stoppare lo scivolamento della terra. J.G.

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