Il Tirreno

Livorno

Con queste regole diventa impossibile lavorare e creare nuova occupazione

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Pubblichiamo di seguito alcuni stralci della lettera che il titolare della Synergy ha inviato agli amministratori e ad alcuni mass media. «Con la presente comunichiamo il nostro rammarico nello scoprire che è impossibile lavorare e creare servizi al cittadino e nuovi posti di lavoro in questa città.  Dopo innumerevoli incontri con le autorità competenti, per di più favorevoli al nostro progetto, e dopo promesse fatte e non mantenute, siamo stati rimbalzati da un ufficio all'altro senza un reale interesse nel concludere il progetto, che come ripetiamo a gran voce avrebbe potuto essere di grande utilità per i cittadini e i turisti e avrebbe creato un surplus di entroiti nella casse comunali.... Grazie alla lenta burocrazia che dal 2009 ci tiene con il fiato sospeso e che ci ha depredato di tutte le nostre forze mentali e economiche generandoci un debito non indifferenti da oggi siamo disoccupati! Ebbene sì, non potendo andare oltre per i debiti accomulati e per l'impossibilità di lavorare con voi siamo costretti a chiudere la ditta e andare a iscriverci in quelle liste già cosi lunghe della disoccupazione.  Premettiamo che nell'ultimo incontro con l'ufficio turismo venne espresso un parere favorevole sul nuovo progetto creato secondo le indicazioni dello stesso ufficio, tuttavia è emersa la necessità di chiedere un ulteriore parere di un altro ufficio (ancora) questa volta dell'arredo urbano che ha dato esito negativo (cito testualmente: problematica relativa alla pavimentazione e cordoli aiuole di viale Italia) sulle quali andrebbero a posarsi i messaggi e le indicazioniche per la massima parte non sono in banale asfalto ma in pietra o simili e quindi in materiali di un certo pregio proprio a sottolineare la rilevanza ambientale ed architettonica in cui si andrebbe ad operare) senza, però, che ci venisse richiesto alcun incontro per descrivere al meglio la proposta elaboratta assieme all'ufficio turismo! Bastava di fatto leggere che il materiale indicato non lascia traccia ed è certificato Iso e poi c'è da domandarsi a che cosa è servito chiedere il parere (tra l'altro positivo) della Soprintendeza alla Belle Arti, se poi facciamo come ci pare....C'è stato un continuo scarica barile della questione che ha generato un anno e mezzo di ritardi senza niente di fatto.  Di fatto serebbe bastato tenere aggiornato il piano degli impianti, che è fermo da 2004, per dare la possibiltà alle nuove agenzie di acquisire nuovi spazi pubblicitari.  In più vediamo che non c'è una reale volontà ad aggiornare un piano degli impianti obsoleto e non adatto alle nuove tecnologie e alle innovazioni.  Siamo costretti a iniziare una battaglia, non solo legale, ma informativa sulle testate giornalistiche per denunciare i ritardi e la inefficienza di questa pubblica amministrazione. Mi piacerebbe che uno di voi mi rispondesse in maniera chiara così da far leggere a mio figlio il perchè, oggi, una persona che ha voglia di lavorare, che crea nuovi spazi con nuove idee e nuovi posti di lavoro usando le nuove tecnologie per altro non invasive non possa realizzare niente grazie ad una burocrazia impossibile da sostenere.  Ricordandovi che il territorio livornese è dei cittaditi e che il Comune ha solo la gestione di esso e che prima di essere imprenditore sono anch'io un cittadino...dico che voi non aiutate il progresso né le nuove idee e neppure la disoccupazione giovanile.  Con rammarico e delusi dell'atteggiamento del Comne di Livorno».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web