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«Troppa burocrazia, chiudo l'azienda»
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LIVORNO. Hanno presentato nel novembre del 2009 un progetto per sistemare in città una serie di superfici calpestabili su cui sarebbero stati pubblicizzati i monumenti di Liovrno. L'amministrazione - a loro detta - avrebbe mostrato grosso interesse per questo percorso pubblicitario, chiamato "Urban marketing", tanto che in più di un anno e mezzo avrebbe chiesto vari aggiornamenti migliorativi del progetto.
Alla fine però, nei giorni scorsi, avrebbe dato il definitivo diniego alla sua realizzazione. I pubblicitari che hanno proposto "Urban marketing", che avrebbe portato a tappezzare i marciapiedi di alcune zone della città con sottili tappeti in plastica per indicare ai turisti i percorsi storici, sono Federico Mattioli e Marco Bizzi. «Il Comune ci ha tenuti in ballo per un anno e mezzo - dicono - e ora ci dicono di no. È assurdo. Noi per rivedere il progetto, affittare una sede, abbiamo preso un prestito di 20mila euro. E ora ci lasciano disoccupati».
Alla fine però, nei giorni scorsi, avrebbe dato il definitivo diniego alla sua realizzazione. I pubblicitari che hanno proposto "Urban marketing", che avrebbe portato a tappezzare i marciapiedi di alcune zone della città con sottili tappeti in plastica per indicare ai turisti i percorsi storici, sono Federico Mattioli e Marco Bizzi. «Il Comune ci ha tenuti in ballo per un anno e mezzo - dicono - e ora ci dicono di no. È assurdo. Noi per rivedere il progetto, affittare una sede, abbiamo preso un prestito di 20mila euro. E ora ci lasciano disoccupati».
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