Lutto
Traghetto per l'Elba, una società ci ritenta
Cristiano Meoni
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La banchina a Portoferraio: qui attraccano i traghetti per Piombino Presto anche Livorno? Archipelagus Lines chiede una banchina per 4 corse giornaliere
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LIVORNO. In due ore di nave all'Elba, salpando da Livorno: ironia della sorte, dal Molo Elba. Chissà se, stavolta, riuscirà il tentativo di ripristinare il collegamento tra Livorno e Portoferraio. A questo scopo è stata costituita una società, Archipelagus Line srl. «Entro la fine del mese saprete tutto» spiega Alberto Spagnoli, uno degli animatori dell'iniziativa. Intanto su internet si dà per scontato che la linea partirà. Fornendo addirittura date e frequenze: 4 corse di andata e ritorno fino al 15 giugno, 4 corse tre il 15 giugno e il 15 settembre dal lunedì al giovedì e sei corse nello stesso periodo ma solo il fine settimana. Infine dal 1 novembre al 31 marzo, tre corse giornaliere. Questo per dire che un'idea c'è. Ma chi ha incontrato i rappresentanti di Archipelagus si mostra cauto sulla effettiva realizzazione dell'iniziativa: perchè, a parte le intenzioni e la società, per ora non c'è altro. La società è stata costituita il 14 marzo, nello studio del notaio Di Paola. Capitale sociale 50mila euro, di cui 12.250 versati, ripartito fra una società finanziaria (51%) - la Royal Finance Services - controllata da una società lussemburghese, il consulente livornese Alberto Spagnoli (41%), il broker genovese Giovanni Sardi, l'elbano Mauro Antonini e il milanese Achille Norberto. I rappresentanti della società hanno incontrato il presidente dell'Autorità Portuale, Giuliano Gallanti, e i vertici della Porto 2000, concessionaria del porto passeggeri. Hanno prospettato l'operazione, senza entrare nei dettagli, ottenendo una disponibilità di massima ad avere in uso una banchina: quasi sicuramente il lato nord del Molo Elba, al porto mediceo, 85 metri lineari. Qui attraccherebbero i traghetti veloci, che la Archipelagus molto probabilmente prenderà a noleggio non essendo una società armatoriale. Traghetti, così si spiega in alcuni siti specializzati nel turismo, capaci di viaggiare a 40 nodi e di trasportare a bordo fino a 1500 passeggeri e 350 auto: traghetti, sembra di capire, senza cabine, per ottimizzare al meglio l'utilizzo dello spazio. Anche a Portoferraio la società - dopo un colloquio con il comandante della capitaneria - avrebbe ottenuto un ok di massima per l'uso di una banchina. L'operazione è potenzialmente molto interessante, perchè consentirebbe di intercettare il flusso di vacanzieri provenienti dalla Toscana e dal Nord Italia e diretti all'Elba - e renderebbe fattibile, per i livornesi, la gita di un giorno all'Elba. Certo, non è forse il momento più propizio per mettere in servizio, su tratte con una redditività tutta da dimostrare, navi veloci e voracissime di carburante, con il prezzo del barile del greggio schizzato a 120 dollari. E', quest'ultimo, l'elemento che ha frenato il debutto di Buquebus, la multinazionale uruguiana rappresentata a Livorno da Silvio Fancellu che non ha mai nascosto il suo interesse per la tratta Livorno-Portoferraio. Tratta che interessa anche alla cordata Toscana di Navigazione, una delle due che si contendono Toremar, guidata da Lauro e di cui fanno parte i livornesi Ciano e Fanfani.
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