Il Tirreno

Livorno

Valtriani avverte: trasferire le industrie? Diteci con quali soldi

«Picchianti ideale per le aziende» La Cna contro i residenti

Jimmy Morrone

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 LIVORNO. Tre domande: dove, quando e con quali risorse affrontare un eventuale trasferimento? Al Picchianti la permanenza di aziende ad alto impatto ambientale legate allo smaltimento dei rifiuti è vista come il fumo negli occhi da residenti e comitati verdi, nonché oggetto di monitoraggio dell'Arpat. Sull'ipotesi di delocalizzazione di tali imprese, il presidente di Cna, Marco Valtriani, passa all'attacco: «Ci sono attività competenti e serie, come Ra.Ri, che ogni giorno pur rispettando le normative e rientrando nei parametri richiesti dalla legge con tutte le autorizzazioni del caso, subiscono visite ispettive di Asl, Arpat, istituzioni. Questo è intollerabile: se c'è bisogno di delocalizzare, è necessario aprire subito un tavolo tecnico di confronto con il mondo politico per risolvere una questione complessa e delicata. Ad oggi, malgrado gli approcci ho ricevuto solo risposte vaghe e superficiali».  L'area del Picchianti, sorta nel 1990 con vocazione artigianale/industriale, con gli anni si è aperta e ha accolto uffici commerciali, residenze, sale di danza. Ecco il motivo di una difficile convivenza. «Vogliamo trasferire le aziende? Bene, allora a tutte le forze politiche poniamo tre quesiti: dove spostiamo queste imprese? Non esiste sul territorio un'altra area adatta ad accoglierle. Se tuttavia si dovesse individuare, quali sono i tempi previsti dagli strumenti urbanistici? Nel frattempo che farebbero le aziende interessate? E infine, con quali risorse pagheremmo questo trasloco? Vogliamo risposte chiare dalle istituzioni».  Le uniche certezze al momento sono che la Lonzi metalli (stoccaggio e recupero rifiuti) e il digestore anaerobico Aamps entro cinque anni si trasferiranno nell'area di Vallin Buio, al confine con Stagno. Per il resto le aziende legate al ciclo dei rifiuti, secondo Valtriani, hanno diritto a restare al Picchianti, «perché rispettano le normative a tutela della salute e sorgono in un'area che non a caso la pianificazione urbanistica nel 90 indicò adatta al loro insediamento».

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di Redazione web