Gioco
La culla di Modì in un piccolo mondo antico
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LIVORNO. Già pensare che il piccolo Amedeo abbia mosso i suoi primi passi, passi di bambino, su questi pavimenti di graniglia, a scacchi o "a tappeto" con motivi floreali, pavimenti belli e solidi di una casa borghese di fine Ottocento, regala emozioni. E poi i mobili antichi e vissuti, i divanetti a righe, il porta riviste decorato a mano, lo scrittoio e la libreria a vetri. Benvenuti a casa Modigliani, una palazzina al numero 38 di via Roma, una targa sul muro, accanto a una delle finestre, che segnala il suo glorioso passato. Il portone, dove campeggia la targhetta d'ottone con sopra scritto appunto Amedeo Modigliani, è tornato ad aprirsi in questi giorni, in occasione del Trofeo Accademia Navale. Svelando un piccolo mondo antico che purtroppo da anni rimane quasi sempre inaccessibile ai livornesi e a tutti quelli che vorrebbero visitarlo. Questioni organizzative, beghe all'interno della proprietà, forse un po' qualla labronica tendenza a non credere fino in fondo nella potenzialità delle nostre ricchezze. Fatto sta che sono davvero pochi i livornesi che hanno visitato la casa o che sanno almeno riconoscerla tra le tante facciate che si susseguono sulla strada. Invece ecco che aperta la porta si compie la magia. L'appartamento, della famiglia Guastalla, è anche la sede dell'Associazione Casa Natale Amedeo Modigliani diretta da Giorgio Guastalla. Un primo piano (anche se in realtà i Modigliani possedevano tutti e tre i piani dell'edificio) che si affaccia da un lato sulla strada e dall'altro sul verde, arredamento d'epoca, tanti oggetti, stampe, quadri e sculture, foto, libri e documenti. Un regno dove si muovono con affetto e passione le guide della cooperativa Amaranta Service che si occupa delle visite e accompagna gli ospiti in un percorso guidato, tra le tappe cronologiche e quelle artistiche, le foto di Modì bambino e le sue pagelle. Riproduzioni delle sue opere più famose e una serie di quadri e sculture realizzate da artisti livornesi per rendergli omaggio. Qui, dove Modì nacque il 12 luglio 1884 e dove Gilda Vigoni, una delle socie di Amaranta, racconta che lo misero sul lettone assieme a tutti i beni che potevano raccogliere visto per i Modigliani commercianti era un momento di conti in rosso, stava arrivando l'ufficiale giudiziario e la legge vietava di sequestrare ciò che si trovava sul letto di una partoriente. E Gilda racconta anche dei tanti visitatori stranieri che, quando la casa è aperta, rimangono incantati da queste atmosfere. Li accoglie la bella mamma di Modigliani, Eugenia Garsoin, assieme alla sorella in una stupenda foto d'epoca. Ci sono anche immagini della figlia di Modì, Jeanne, che poco prima di morire, nel 1984, proprio nel pieno della bufera delle false teste, aveva espresso il desiderio di veder trasformata la casa natale del babbo in un centro studi a lui dedicato. Cristiana Grasso MASSIMO RECCHIONI Massimo Recchioni presenta questa sera il suo libro al Teatrofficina Refugio (Scali del Refugio, ore 21). "Il Tenente Alvaro, la Volante rossa e i rifugiati politici in Cecolovacchia" - DeriveAprrodi. Presenta Federico Giusti, con la partecipazione dell'autore Massimo Recchioni.
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