Il Tirreno

Livorno

Due mostre al Villaggio Tuttovela

Roberto Riu
Due mostre al Villaggio Tuttovela

Una ripercorre la storia dell'Accademia Navale e l'altra, realizzata dall'Archivio di Stato, su Livorno e l'Unità d'Italia

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Due interessanti mostre documentarie in corso al Villaggio Tuttovela ripercorrono rispettivamente la storia dell'Accademia Navale ed alcune vicende livornesi in corrispondenza dell'Unità d'Italia, oltre che del cinquantenario e del centenario da quella data.

Realizzata dall'architetto Riccardo Ciorli, la mostra sull'Accademia Navale, che compie 130 anni (fu infatti fondata nel 1881), non solo propone una serie di immagini d'epoca dell'antica istituzione militare, ma compie anche un suggestivo percorso alla ricerca delle sue vestigia sotterranee avvalendosi di tecnologie all'avanguardia come il georadar.

Con l'impiego dell'indagine tomografica del suolo è stato così possibile ritrovare il sito della preesistente "Fonte dei cavalli" e delle sorgenti d'acqua che approvvigionavano il seicentesco Lazzaretto di San Jacopo sulla cui area vennero innalzati i primi edifici della neonata Accademia navale (che poi si estese al vicino Lazzaretto di San Leopoldo, il cui maestoso portale è tuttora visibile sul Viale Italia, dinanzi all'ippodromo F.Caprilli). Dove si trova la mostra è presente anche lo stand dell'Ufficio Storico della Marina Militare.

L'altra mostra, realizzata invece dall'Archivio di Stato di Livorno e centrata sul tema dell'Unità d'Italia, ci pone all'attenzione alcuni importanti eventi accaduti nella nostra città. Ci possiamo, ad esempio, osservare la nascita dei primi cinema, la costruzione della grande chiesa di S.Maria del Soccorso, di palazzo De Larderel e di palazzo Reggio oppure i primi piani regolatori della nostra città.

Tre navi varate a Livorno racchiudono poi altrettante vicende: la pirocorvetta Magenta (1862) fu infatti la prima unità della nostra marina a compiere il giro del mondo, un'impresa che troviamo narrata in un libro del professor Enrico Hyllier Giglioli, lo scienziato imbarcato a bordo della nave per raccogliere reperti naturalistici ed etnologici.

Troviamo poi l'incrociatore corazzato Gheorghios Averoff, varato dal Cantiere Orlando nel 1910 per la marina greca e che, dopo 100 anni, è tuttora esistente, trasformato in nave-museo ed attraccato nel porto del Pireo, al Palaion Faliron. E troviamo infine la tragica vicenda della motonave Tito Campanella, varata dal Cantiere Orlando nel 1961 e purtroppo scomparsa insieme a tutto l'equipaggio il 13 gennaio 1984 nel Golfo di Biscaglia. La mostra è corredata da un modello in scala 1:100 raffigurante la Dogana d'acqua realizzato da Luciano Sanguinetti.

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di Redazione web