Il Tirreno

Livorno

Chalet della Rotonda il Tar boccia il ricorso di Frangerini-Engineering

Alessandro Guarducci
Uno scorcio dello Chalet della Rotonda e Antonio Salonia
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Uno scorcio dello Chalet della Rotonda e Antonio Salonia

Revocata alle ditte la concessione per il restauro dell'immobile ma è respinta anche la richiesta di risarcimento del Comune

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 LIVORNO. La vicenda del (mancato) restauro dello Chalet della Rotonda d'Ardenza si sta avvicinando - forse - al suo epilogo finale. Il Tar della Toscana ha infatti respinto il ricorso che era stato presentato dalla Engineering srl (in proprio e quale mandatario della costituita associazione temporanea di impresa con la società Frangerini srl) contro la revoca - disposta dal Comune - dell'aggiudicazione definitiva della concessione per la ristrutturazione e la gestione dello chalet.  Di conseguenza è venuto meno anche il presupposto della richiesta di risarcimento danni, che le due società avevano quantificato in 300mila euro per le spese sostenute per partecipare al bando di gara e per la successiva progettazione.  «La decisione del Tar - afferma il segretario generale del Comune, Antonio Salonia - stabilisce la piena legittimità della revoca della concessione (notificata il 9 marzo di un anno fa) e accoglie per intero le nostre tesi: le due ditte non avevano alcun motivo per non firmare la convenzione/contratto dopo l'aggiudicazione e di fronte al loro ripetuto rifiuto bene abbiamo fatto a procedere alla revoca».  «Del resto aggiunge il segretario generale - se Frangerini ed Engineering non erano più intenzionati a mantenere quanto promesso, il Comune non poteva certo stare fermo». Ma i giudici del Tar della Toscana (presidente Paolo Buonvino, consigliere Carlo Testori, estensore Alessandro Cacciari), oltre a respingere il ricorso principale di Engineering Service e Frangerini srl hanno dichiarata inammissibile la domanda riconvenzionale dell'amministrazione comunale che - colstituitasi in giudizio - chiedeva a sua volta i danni alle due società. «Aspettiuamo di conoscere le motivazioni della sentenza - prosegue Salonia - dopodiché valuteremo la possibilità di un ricorso civilistico per chiedere i danni: i quattro anni di contenzioso legale con le ditte aggiudicatarie hanno aumentato il degrado in cui versa lo chalet».  Ma anche l'avvocato Luciano Barsotti, che tutela gli interessi di Engineering Service, non si dà per vinto. «E' stato respinto il nostro ricorso per l'annullamento dell'atto di revoca - dice il legale - ma anche la richiesta di danni avanzata dal Comune è stata respinta. Quindi, per ora, siamo sullo 0 a 0: anche le spese sono state compensate. Ora dobbiamo aspettare di conoscere le motivazioni e poi valuteremo se ricorrere in appello».  

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