Sicurezza
«Moby Prince, non ci arrenderemo mai»
Azzurra Biagi
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Il corteo che si è snodato ieri dal Comune fino al porto In strada i parenti delle vittime insieme al comitato della strage di Viareggio e anche tanti rappresentanti delle istituzioni e cittadini comuni Nell'anniversario della strage le famiglie delle vittime pretendono che sia fatta giustizia
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LIVORNO. Strage del Moby Prince. 20 anni e ancora nessuna giustizia e nessuna verità. Ma non c'è rassegnazione. In Municipio Un anniversario importante quest'anno, il ventennale della tragedia proprio alla vigilia, mercoledì in Parlamento, del voto decisivo per il disegno di legge relativo al processo breve e alla norma che riduce i tempi di prescrizione e che potrebbe rappresentare la fine della ricerca della verità e giustizia per le vittime della strage del Moby Price come per quelle di Viareggio. Proprio una folta delegazione dei familiari delle vittime di Viareggio affollava ieri l'aula del Municipio alla presenza del sindaco Cosimi e di molte altre cariche dello Stato, molti i cartelloni appesi al collo con le foto dei cari rimasti uccisi dal treno bomba che la notte del 29 giugno 2009 spazzava via un intero quartiere uccidendo 32 persone. «La vostra vicinanza è importante» si è rivolto ai familiari delle vittime di Viareggio Loris Rispoli presidente dell'associazione "140" rappresentante dei familiari delle vittime della Moby Prince «insieme lotteremo per avere giustizia e per arrivare alla verità. Credo che qualsiasi tentativo di manomissione della legge possa avere come risultato soltanto l'impunità per i colpevoli». «Ma un percorso giudiziario deve essere ancora possibile. Se necessario chiederemo alla magistratura di cambiare il capo d'imputazione in strage dolosa, lo chiederemo al presidente della Repubblica. Un reato come quello del Moby non può andare in prescrizione perché non va e non andrà mai in prescrizione il nostro dolore», ha continuato Loris Rispoli. «Per i morti del Moby, come per quelli di Viareggio, di Linate dell'Aquila e di qualsiasi altro incidente avvenuto sul lavoro i colpevoli paghino e che mai più ci sia immunità per i responsabili. Solo così potremo sperare in una società dove la sicurezza sul lavoro e la vita degli essere umani possa essere più importante del profitto». «Livorno e i livornesi non dimenticheranno mai questa tragedia», Loris Rispoli legge un articolo di Luciano De MaJo, e omaggia l'amato giornalista del Tirreno, che, morto lo scorso 20 febbraio, era stato un valido alleato, competente e serio, nella lotta per la verità. «Sono passati 20 anni e dal mio vocabolario ho cancellato la parola "rassegnazione", il mio appello in questa sede è: chi sa parli». «Nel ventennale della strage qualcuno si aspettava grandi iniziative, ma non spettava a noi farle - dice Rispoli - ringraziamo però i commercianti del mercatino che doveva essere allestito in via Grande che hanno rinunciato a farlo e che ci avrebbe obbligato ad un cambio di percorso». Il comitato di Viareggio La parola poi alla rappresentante delle vittime della strage di Viareggio Daniela Romboni dell'associazione Il mondo che vorrei: «Bisogna batterci, insieme, anche per far capire che troppe tragedie capitano a causa di una politica che va sempre a discapito della sicurezza e quindi della vita e a favore del profitto». Prende la parola Raffaele Cirillo padre di Ciro, morto a bordo del Moby Prince a 25 anni: «E' finito il tempo delle parole. Troppi anni sono passati, qualche familiare delle vittime è morto con questo dolore e ora non c'è più tempo di aspettare. E' il tempo di organizzarsi e di andare a Roma e farci ascoltare». Il corteo Inizia con la benedizione del vicario di Livorno, monsignor Paolo Razzauti della nuova ambulanza della pubblica assistenza acquistata con le donazioni e i ricavati del 5 per mille e dedicata alla memoria delle vittime del Moby Prince. «Questa è la terza ambulanza, la prima nel 1992 ad un anno dalla tragedia e la seconda nel 2001 nel decimo anniversario - spiega il direttore Svs Fabio Cecconi - la nostra volontà è che per sempre un'ambulanza porti il nome delle vittime della Moby Prince». Il corteo in silenzio raggiunge il porto. La cerimonia delle rose Vengono deposte le corone davanti alla lapide che riporta l'elenco delle vittime della strage del Moby Prince. Poi Loris Rispoli legge i nomi delle vittime, il luogo di provenienza e l'età. Un triste elenco al termine del quale molte persone si avvicinano composte alla banchina. Tengono in mano delle rose che lanceranno in mare come ad ogni anniversario. La speranza è sempre quella che il prossimo anno qualcosa sia cambiato.
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