Gioco
Trecento firme per il Mascagniboom di adesioni da tutta Italia
E’ decollata la petizione lanciata sul web per salvare l’istituto musicale minacciato dai tagli alla cultura
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LIVORNO. Centinaia di firme per salvare l'Istituto Mascagni. Ieri alle 21 la petizione contava già 290 adesioni: erano 35 prima che l'iniziativa venisse rilanciata dal nostro sito, dove sull'apposito link si può dare la propria adesione. A condividere l'appello per salvare il Mascagni, indirizzato al sindaco, al presidente della Provincia, al presidente della Regione e al ministro dell'Istruzione, non solo cittadini di Livorno, ma anche tante persone da tutta Italia. Segno che la qualità dell'Istituto musicale cittadino sta a cuore a molti.
«La riduzione dei finanziamenti da parte del Comune di Livorno, l'azzeramento dei contributi del ministero dell'Università e della Ricerca e le prospettive di ulteriori tagli alla finanza degli enti locali mettono in serio pericolo la sopravvivenza di questa istituzione - si legge nella petizione - L'istituto musicale Mascagni è una preziosa, irrinunciabile risorsa di livello universitario per la città di Livorno, per il territorio provinciale e regionale e un'opportunità formativa di eccellenza per i giovani. Chiediamo pertanto: il reintegro dei finanziamenti; che siano assicurate le risorse necessarie per il mantenimento, nel futuro, della qualità dell'offerta formativa; che sia dato corso al processo di statizzazione come previsto dalla legge 508/99».
«La riduzione dei finanziamenti da parte del Comune di Livorno, l'azzeramento dei contributi del ministero dell'Università e della Ricerca e le prospettive di ulteriori tagli alla finanza degli enti locali mettono in serio pericolo la sopravvivenza di questa istituzione - si legge nella petizione - L'istituto musicale Mascagni è una preziosa, irrinunciabile risorsa di livello universitario per la città di Livorno, per il territorio provinciale e regionale e un'opportunità formativa di eccellenza per i giovani. Chiediamo pertanto: il reintegro dei finanziamenti; che siano assicurate le risorse necessarie per il mantenimento, nel futuro, della qualità dell'offerta formativa; che sia dato corso al processo di statizzazione come previsto dalla legge 508/99».
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