Il Tirreno

Livorno

Quelli che volevanospaccare il mondoIl ciak di Carlo Virzì

Stefania Sandrolini
Sopra: il regista Carlo Virzì Qui a sinistra il chitarrista Dario Cappanera Sotto: Paolo e Carlo Virzì
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Sopra: il regista Carlo Virzì Qui a sinistra il chitarrista Dario Cappanera Sotto: Paolo e Carlo Virzì

Il fratello d’arte gira a Livorno la storia di una band che dopo un momento di celebrità getta la spugna

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LIVORNO. È un portentoso chitarrista nella vita e presto lo sarà anche sul grande schermo. Stiamo parlando di Dario Cappanera, livornese doc con il pallino della sei corde, cresciuto tra gli amplificatori della storica band La Strana Officina, fondata dai suoi zii Fabio e Roberto nel 1977. A farne uno dei protagonisti del film "I più grandi di tutti" è il regista Carlo Virzì, il fratello del più celebre Paolo, che per la factory Motorino Amaranto, dal 2 maggio, girerà nella città dei Quattro Mori un lungometraggio che racconta la rimpatriata di una rock band emergente che dopo un momento di celebrità ha gettato la spugna: i Pluto.

«Il copione racconta una storia vista centinaia di volte nella scena rock italiana: quella di un gruppo i cui componenti da ragazzi hanno l'energia per spaccare il mondo, poi, crescendo cedono al bisogno di un lavoro sicuro, al mutuo da pagare e ai figli da mantenere - spiega Dario Cappanera - Carlo Virzì pensava a questa pellicola già tre anni fa e fu proprio allora che, grazie a Toto Barbato che gestisce il The Cage a Livorno, mi propose la parte». A spingere Carlo Virzì a tornare dietro la macchina da presa dopo "L'estate del mio primo bacio" del 2006 è stata la passione per la musica. Un'urgenza che, alla metà degli anni Novanta, lo portò a militare negli Snaporaz e che, oggi, lo ha convinto a portare sul grande schermo "I più grandi di tutti": la rimpatriata di un gruppo rock i cui componenti, con l'unica eccezione del chitarrista, hanno attaccato gli strumenti al chiodo per vivere una vita normale.

«Uno cerca sempre di raccontare ciò che conosce meglio - spiega il giovane regista impegnato negli ultimi preparativi per le riprese - La storia dei Pluto, la band protagonista del film, è molto diversa da quella degli Snaporaz, ma scrivendola, inevitabilmente, son finiti dentro tanti aneddoti legati al gruppo di cui anch'io facevo parte». «Finora nessuno ha mai fatto un film su una band di casa nostra che, invece, a mio avviso, si presta benissimo a essere spunto per una commedia brillante - continua Virzì - Già di per sè chi sale su un palco è un eroe. Lo è per chi lo ascolta e lo è nel suo intimo, altrimenti non ce la farebbe a stare sotto i riflettori a saltare e urlare con quanto fiato ha in gola».

Carlo Virzì, da ex musicista, sa bene che solo uno tra mille giovani che imbracciano uno strumento ha il talento, la tenacia e, forse, l'incoscienza di perseguire il sogno di diventare un professionista al di là del'adolescenza. E questo artista nel film è Rino il chitarrista. Un ruolo che calza a pennello a Dario Cappanera che, anche nella realtà, tra mille sacrifici e con un talento e una caparbietà unici ha continuato nonostante tutto, vivendo l'altalena del suonatore di rock'n'roll in bilico tra ingaggi americani, accanto a big Usa come i Biohazard, e i magri riconoscimenti riservati in terra italiana a chi suona note roventi.

«Non lo so chi mi ha dato la forza per continuare, ma nella vita non potevo fare altro che suonare - spiega il chitarrista - Fortunatamente, grazie a Vasco Rossi che mi ha dato da anni l'incarico di guitar tech di Maurizio Solieri, ho una certa tranquillità economica e posso portare avanti anche progetti miei come i Cappanera, assieme a mio cugino Rolando alla batteria, o i Rebel Devil, con Gielle Perotti degli Extrema e Alessandro Paolucci dei Raw Power. Per non parlare della Strana Officina la cui eredità è preziosa. E non solo perchè costituisce un tributo ai miei zii che adesso non ci sono più».

Nel film, accanto a Rino-Cappanera ci sono altri volti noti della musica italiana nati in Toscana: Marco Cocci, già sul set di "Ovosodo" con il fratello di Carlo Virzì, Paolo, e cantante dei Mulfunk. Tutti coinvolti in una vicenda dai molti risvolti tragicomici. «Anche la colonna sonora è divertente - spiega Cappanera che in questi giorni assieme a Carlo Virzì sta completando il cd che uscirà a novembre in concomitanza con il film - i Pluto suonano un rock alla AC/DC cantato in italiano, ma nei testi qua e là spuntano spesso e volentieri inserti in livornese».
Per un'anticipazione degli assoli che vedremo fare sul grande schermo da Rino-Cappanera, infine, basterà attendere solo qualche giorno. Il 29 aprile con la Strana Officina, il chitarrista si esibirà alla Fortezza Nuova di Livorno nell'ambito degli eventi per il Primo Maggio.

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di Redazione web