Il Tirreno

Livorno

Gli ambasciatori presso la Santa Sedein visita al Santuario di Montenero

Valeria Cappelletti
Gli ambasciatori presso la Santa Sedein visita al Santuario di Montenero

I diplomatici in servizio in Vaticano arrivano da tutto il mondo, dal Messico al Camerun, dalla Corea ad Haiti. Tante nazionalità e culture diverse giunte a Livorno, da sempre città dell'accoglienza

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Un gruppo fatto di volti, colori e lingue diverse, così è apparsa la delegazione di ambasciatori che questa mattina, poco prima delle 12, ha fatto tappa al Santuario di Montenero, per assistere alla messa solenne. Da venerdì il gruppo si trova a Livorno per un’importante visita religiosa, turistica e culturale.

L’iniziativa, nata per volontà dell’Associazione “Scoprendo l’Italia” del presidente Miguel Porcaro, ha visto la collaborazione della Cassa di Risparmio di Livorno Pisa Lucca, rappresentata dal direttore generale Francesco Minotti e dal presidente Alberto Varetti. Dal Messico al Camerun, dalla Corea ad Haiti, tante nazionalità e culture diverse giunte a Livorno, da sempre sinonimo di accoglienza.

Uomini e donne eleganti nei loro completi scuri e tailleur, alcuni vestiti con gli abiti tradizionali, altri accompagnati da moglie e figli, sono scesi da un pullman, a pochi passi dalla piazza antistante al Santuario e sono stati condotti all’interno della chiesa per la messa celebrata dal vescovo Simone Giusti. Una celebrazione resa ancora più solenne dalle eleganti voci della Corale Del Corona, che ha intonato i canti liturgici e dalla presenza dei membri dell’Ordine Benedettino di Vallombrosa, che quest’anno celebra il 975° anniversario, insieme ai 220 anni della sua presenza al Santuario.

Due ricorrenze citate dal vescovo nell’omelia, che ha assunto risvolti storici per poi soffermarsi sul tema dell’unità tra stati e citare Papa Paolo VI e la sua “civiltà dell’amore”: "Dove i confini tra nazioni si stemperano - ha sottolineato Giusti - e sono solo linee su una carta ma mai barriere".

Un concetto, quello dell’unità, ripreso anche da Don Giuseppe Casetta, padre Abate Generale dell’Ordine Benedettino che a conclusione della messa ha detto: "C’è bisogno di unità tra le nostre nazioni, di maggiore condivisione. In questo giorno abbiamo vissuto un incontro particolare: abbiamo vissuto il grande valore che l’eucarestia ha per tanti popoli e nazioni diverse".

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