Gioco
Il ministro ha firmato la nomina. Lavvocato traccia le linee del suo mandato: ecco le priorità
Gallanti presidente del porto
Cristiano Meoni
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Giuliano Gallanti, presidente Authority: qui è con Piero Neri «Ora riorganizziamo le aree: non ha senso la concorrenza interna»
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LIVORNO. Il ministro dei trasporti Altero Matteoli ha firmato il decreto di nomina del presidente dell'Autorità Portuale. Pronostico rispettato: il nominato è Giuliano Gallanti, attuale commissario dell'ente, che ha ricevuto l'ok della Regione e delle commissioni trasporti di Camera e Senato. «Ringrazio il ministro Matteoli, il presidente della Regione Rossi, oltre al sindaco e al presidente della Provincia, per la fiducia che mi hanno voluto dimostrare. Ora mi aspettano quattro anni di impegno non semplice». Soddisfazione è stata espressa dal sindaco: «Era l'ora». In questi primi due mesi da commissario, l'avvocato genovese ha conosciuto il porto. Ora proverà a cambiarlo, partendo da quelle "peculiarità livornesi" che, viste da un estraneo, sono eresie, «come i terminalisti che fanno tutto oppure i concessionari senz'acqua», cioè con l'area in concessione ma senza banchina. «Dobbiamo superare la logica dell'emergenza e programmare il lavoro su alcuni punti chiave - spiega Gallanti - Al primo posto metto i dragaggi: se non si scavano i fondali tutto è inutile, le navi non entreranno più. Dobbiamo affrontare anche il nodo dei collegamenti ferroviari. E poi dobbiamo fare quello che io chiamo il Prg dell'esistente, di quello che esiste già in porto: una riorganizzazione funzionale delle aree al termine della quale vi dovranno essere terminalisti specializzati in una sola tipologia, come succede in tutti i porti. I terminalisti non possono fare tutto ma devono specializzarsi». E la concorrenza? Bene «ma io non sono mai stato un fautore della concorrenza interna: che senso ha avere cinque aziende che fanno ro-ro in un porto come Livorno? E penso che non abbia senso neppure la concorrenza fra Autorità Portuali: io non farò mai concorrenza a Spezia, a Genova, a Savona. I nostri competitori sono i porti del Nord Europa». Tanta carne al fuoco, insomma. «Spero nel sostegno di tutte le istituzioni, che finora non è mancato». Perchè è evidente che serviranno azioni concrete di sostegno allo sviluppo del porto, come «qualcosa che faciliti i dragaggi» oppure «una modalità di project financing che ci consenta di fare le opere». E il pensiero corre veloce alla Darsena Europa, da anticipare al più presto con un primo lotto.
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