Sicurezza
Porto 2000, un sarto per gli ex-dirigenti
Giacche di cachemire da 2000 euro fatturate come divise per hostess: nuova inchiesta
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LIVORNO. Si spostava il sarto, ovviamente. Da Carrara a Livorno neppure un'ora di autostrada, destinazione terminal crociere, sede della Porto 2000. Arrivato nell'ufficio di Bruno Lenzi, estraeva dalla valigetta le mazzette con i migliori tessuti per uomo. I dirigenti sceglievano e poi, qualche settimana dopo, il sarto tornava per la prova e infine per la consegna dell'abito. Con i soldi della Porto 2000 i suoi dirigenti si sono comprati decine di abiti e di giacche di cachemire, cuciti da uno dei sarti più rinomati in Toscana, Stefano Gazzillo di Carrara, e fatturati come «divise per lavoro» e «divise per hostess». Totale della spesa effettuata tra il 2006 e il 2007, 28.680 euro. Ultimo abito consegnato, il 30 aprile 2007, quando era già iniziata l'ispezione della Finanza che ha scoperchiato il pentolone delle spese allegre della società. Si pensava di aver detto tutto sulla vicenda della Porto 2000 durante la presidenza Lenzi. E invece qualcosa era sfuggito. Qualcosa che è riafforato dalle molte cause civili che la società, dopo l'estromissione di Lenzi, ha intentato ai fornitori per le spese del periodo 2003-2007. E che adesso è finito sul tavolo del sostituto procuratore Massimo Mannucci. Un nuovo filone che viene aperto, dopo che il principale è arrivato al processo (prossima udienza il 13). E che chiama in causa, oltre all'ex presidente Lenzi e all'ex direttore Crocchi, due fornitori della società: Stefano Gazzillo, il sarto, e Benedetta Ferrucci, titolare del negozio d'abbigliamento "Anni Verdi". Nessuno, al momento, è indagato. Va subito premesso che Benedetta Ferrucci ha vinto la causa civile che era stata promossa dalla Porto 2000 per la restituzione delle somme ricevute dalla società per l'acquisto di capi d'abbigliamento, non essendo stato provato che ella sapesse dell'azione fraudolenta della società. Ma nella causa sono emersi aspetti che potrebbero essere penalmente rilevanti. In sostanza, è venuto fuori che, per la stessa fornitura, vi sono fatture con indicazioni diverse. Le fatture per "cinque completi da sci" e "completi di abbigliamento bambino per regali", emesse tra il 2005 e il 2006, sarebbero poi diventate fatture per "completi per il vostro personale hostess". Anche precedenti fatturazioni, tra il 2003 e il 2005, sarebbero state alterate da "capi di abbigliamento per bambino" a "completi" e "per regali di Natale". Spese personali, fatturate come spese per la società. Così come ha detto Stefano Gazzillo, il sarto, nell'interrogatorio della causa civile. Cinque fatture emesse tra il 2006 e il 2007 per acquisto di "divise da lavoro" e "divise per hostess" altro non sarebbero state che la copertura di uno shopping personale dei vertici della Porto 2000 per giacche di cachemire da 2000 euro l'una. Già nell'atto di comparsa, il sarto aveva ammesso che «venivano ordinati di volta in volta abiti maschili definiti divise», dichiarando di «aver consegnato 20 abiti nell'ufficio di Lenzi, alla presenza di Bruno Crocchi e Riccardo Lenzi». E aggiungendo che il taglio degli abiti era stato talmente apprezzato che «ne furono ordinati degli altri», consegnati poi in quattro occasioni, l'ultima delle quali «il 30 aprile 2007». Ma è nell'interrogatorio che Gazzillo fornisce i dettagli: «Si trattava di abiti che confezionavo per il presidente, il figlio del presidente e per il direttore, che poi mi dicevano di scrivere sulle fatture "abiti da lavoro". Venivo chiamato al telefono e mi recavo di persona con il campionario dei tessuto presso la Porto 2000 dove Lenzi e Crocchi sceglievano stoffe e modelli, poi tornavo per la prova e successivamente per consegnare gli abiti finiti. Non si trattava di divise ma di abiti da uomo». Cristiano Meoni Shopping di letti e divani Fra il 2003 e il 2006 la Porto 2000 ha acquistato divani, tavoli, sedie, lampade, fioriere, modeste tende da sole: 350mila euro di spese per arredi senza giustificazione, finiti nelle abitazioni di dirigenti e dipendenti. Fra gli acquisti più curiosi un bianco divano modello Sciarada (nella foto a fianco) e persino un letto Modello «Softland», della Lema.
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