Il Tirreno

Livorno

False revisioni: due denunciati

La sede della Argol a Guasticce
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La sede della Argol a Guasticce

La stradale scopre rimorchi Argol con i libretti alterati

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 LIVORNO. Scoperto dalla Poltrsada un giro di revisioni fasulle. Come spiega un comunicato della stradale, la squadra di polizia giudiziaria della sezione livornese della Polstrada, sono state dapprima perquisite le abitazioni di due persone che in seguito sono state denunciate, su ordine del sostituto procuratore Luca Masini.  Si tratta di Z.S., proprietario di un'officina meccanica nel centro di Livorno e, di A.F., impiegato della nota società Argol S.p.A., filiale di Guasticce, società che opera nel campo nazionale e internazionale della logistica. A carico dei due, entrambi livornesi, le accuse di concorso continuato nel falso e contraffazione di targhette adesive di revisione che venivano incollate sulle carte di circolazione di mezzi commerciali di proprietà della Argol Spa.  Le indagini - prosegue la poltstrada, hanno evidenziato la responsabilità dei due, i quali, dal 2009 ad oggi, avendo la disponibilità delle carte di circolazione dei semirimorchi della ditta, perché addetti alle manutenzioni per le successive revisioni presso la Motorizzazione civile, ne approfittavano per apporre le targhette di revisione contraffatte evitando così di portare i mezzi alle visite alle strutture autorizzate, ricavandone in questo modo profitti personali.  Il gioco è stato scoperto quando la sede centrale della Argol, a Coniolo, Alessandria, ha richiesto il duplicato di una vecchia carta di circolazione; in quella circostanza, la Motorizzazione di Alessandria, riscontrava alcune anomalie sulle revisioni fatte nel passato. Le successive indagini della Polstrada, anche a seguito di individuazioni fotografiche e testimonianze, facevano emergere le responsabilità del titolare dell'officina e dell'impiegato della società. Ulteriori riscontri hanno permesso di sequestrare altre 4 carte di circolazione tutte con la targhetta adesiva di revisione con "esito regolare", falsa e contraffatta presumibilmente con l'uso di computer.  Pertanto, tutti gli elementi acquisiti venivano inviati alla Procura che ha così emessso i decreti di perquisizione a carico degli indagati.  Nelle prime ore di ieri mattina sono state eseguite le perquisizioni alle abitazioni e luoghi di lavoro degli indagati; nella circostanza sono anche stati sequestrati tre computer che erano nella disponibilità dei due indagati.

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