Gioco
Due maniaci alla spiaggia dei Sordomuti
Uno fissa le bagnanti, l'altro si masturba e viene allontanato a sassate
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LIVORNO. Due maniaci sulla spiaggia dei Sordomuti. Uno sui 50 anni passeggia sotto al sole con un maglione di lana e i pantaloni lunghi, fissando le bagnanti. Un altro, sui 35, maglietta e sotto niente, si nasconde tra le fratte e si masturba. Il tutto quando in spiaggia ci sono una decina di persone tra cui mamme con bambini. A un tratto il cinquantenne sparisce; ma per mandar via l'altro devono intervenire dei ragazzi, che cercano di metterlo in fuga tirandogli delle pietre. «Abbiamo chiamato carabinieri e polizia, ma nessuno è arrivato. Uno scandalo, noi eravamo terrorizzate», dicono tre ragazze che erano al mare. Sono loro il principale oggetto delle attenzioni di entrambi. Si tratta di una bulgara di 32 anni, e di una rumena e una brasiliana, entrambe di 23. Le tre amiche, approfittando del solleone, si sono messe in costume e si godono sdraiate il bel pomeriggio di relax. Solo che la loro serenità viene turbata intorno alle 17 dalla presenza del primo molestatore. «Era un uomo sulla cinquantina, dai lineamenti sembrava magrebino. La cosa assurda è che era vestito pesantissimo e non me lo spiego visto che si moriva di caldo - dice la giovane bulgara - Era fermo, davanti a noi, in piedi e ci fissava. Imbarazzantissimo. Poi, per quaranta minuti abbondanti, non ha fatto altro che passeggiare dalla spiaggia al boschetto retrostante. Veniva, ci guardava, poi si imboscava e poi tornava». Ma non finisce qui. Poco dopo, tra le fratte della suggestiva spiaggetta, sbuca un nuovo personaggio. Un giovane sui 35 anni: indossa una maglietta blu, come raccontano le testimoni, ma sotto è nudo. E si masturba guardando le bagnanti. «Si toccava e non ci toglieva gli occhi di dosso - dice la bulgara - Questa cosa è durata moltissimo tempo e noi eravamo terrorizzate. Per questo abbiamo chiamato i carabinieri che ci hanno messo in contatto con la polizia. Ma c'è stato risposto che non c'erano macchine disponibili. Intanto quel maniaco continuava a importunarci». Si fanno le 18.30-19, e le tre ragazze hanno paura ad andare via da sole. Chiedono perciò aiuto a dei ragazzi, che cominciano a tirare pietre in direzione del molestatore per indurlo ad andare via. Questi arretra, ma non molla. «Alla fine - dice la giovane - abbiamo chiamato i nostri fidanzati». l.l.
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